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Saranno a disposizione 8 ore al giorno

Pozzo mette in castigo
i giocatori bianconeri

Come in fabbrica, si fa per dire, ovviamente. Giampaolo Pozzo ha deciso di far timbrare il cartellino da qui in avanti all’Udinese, rea di aver dimenticato

come si comporta un gruppo di professionisti. E così, quando tutti si aspettavano la soluzione più semplice e scontata – l’esonero del tecnico Pasquale Marino – ecco che il patron ha ribadito che l’allenatore non si tocca, anzi. Pozzo ha messo Di Natale e compagni davanti alle loro responsabilità.
di Massimo Meroi

UDINE. Come in fabbrica; si fa per dire, ovviamente. Giampaolo Pozzo ha deciso di far timbrare il cartellino da qui in avanti all’Udinese, rea di aver dimenticato come si comporta un gruppo di professionisti. E così, quando tutti si aspettavano la soluzione più semplice e scontata –l’esonero del tecnico Pasquale Marino –, ecco che il patron ha ribadito che l’allenatore non si tocca, anzi. Pozzo ha messo Di Natale e compagni davanti alle loro responsabilità. Loro hanno combinato un bel pasticcio, loro devono risolverlo.

Annuncio. «I giocatori dovranno alzarsi alle otto, fare colazione tutti assieme alle nove e restare assieme fino a ora di cena quando poi saranno liberi». Sembrava una provocazione quella fatta dal patron a caldo dopo la sconfitta di Cagliari la società è subito passata ai fatti. «Evidentemente – ha sottolineato ieri Pozzo ai microfoni di Telenordest-Udinese Channel – non avevamo giocatori abituati a gestire il successo. Il primo posto in classifica li ha trovati impreparati: pensano che il più fosse fatto per approdare al grande palcoscenico e agli ingaggi milionari. Non è così. Nel regolamento abbiamo inserito queste nuove norme che dovranno essere rispettate».

Distinzione.
Pozzo parla nel primo pomeriggio al termine del pranzo che ha avuto assieme alla squadra, al dg Leonardi a mister Marino e a tutto lo staff tecnico in quello che è il primo giorno di ritiro “giornaliero” fissato dalla società. «Non è giusto fare di un’erba un fascio – puntualizza il patron –: c’è un gruppo di sette-otto giocatori che si sta facendo un mazzo così, gli altri no, e bisogna richiamarli all’ordine». Non è dato sapere chi siano questi sette-otto “non colpevoli”. Certo, se le parole hanno un valore e un significato, non fanno parte di questo gruppetto i nazionali che Pozzo ha criticato apertamente nelle ultime settimane. «Io i nomi non li faccio, lascio libertà di scelta al tecnico. Se lo ritiene opportuno può farli pubblicamente».

Regole.
«Non è mia intenzione rompere le scatole ai giocatori – ha poi aggiunto Pozzo –, ma siccome noi come società siamo sempre stati corretti e puntuali, pretendiamo di essere ripagati con la stessa moneta». E allora ecco la decisione di creare una struttura (per il momento è il Là di Moret) che ospiti quotidianamente la squadra «dove i giocatori possano restare per curarsi e alimentarsi nel modo più corretto. Considerando che puntiamo sui giovani che arrivano dall’estero sotto questo punto di vista siamo stati carenti. Cosa chiedo ai tifosi per la gara con la Samp? Di sostenerci, ma con “cattiveria”, da arrabbiati, come lo sono io».

Esordio.
Il primo giorno di “ritiro giornaliero” non è stato così “orribile”. Dopo l’allenamento del mattino, la squadra si è trasferita al Là di Moret per il pranzo e nel tardo pomeriggio si è trasferita a Magnano in Riviera per una sauna di gruppo. Poi di nuovo tutti a tavola per la cena e poi a casa. Domani c’è il quarto di finale con la Sampdoria e stasera si dormirà in ritiro. Sì, la vita in fabbrica è tutta un’altra cosa.

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