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Le grandi manovre
di Guidolin

Almeno tre i moduli a disposizione del tecnico che potrebbe affidarsi al collaudato 3-5-1-1 .

ARTA TERME. Lo scorso anno, in principio, fu 4-3-2-1, poi Guidolin passò al 3-4-1-2 fino a scegliere in via definitiva (era il 31 ottobre: Bari-Udinese 0-2) il 3-5-1-1 . Il tecnico, considerato a inizio carriera una sorta di integralista del 4-4-2 “sacchiano”, col passare del tempo ha saputo costruire squadre capaci di cambiare pelle durante la stagione e anche all’interno delle singole partite. Studia, sperimenta e poi sceglie il modulo più adatto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Rispetto a dodici mesi fa, ora Guidolin non parte da zero. Certo, gli hanno venduto l’intera spina dorsale della squadra, ma tatticamente e moralmente può contare su una base solida in cui inserire i pezzi nuovi. Finora ha potuto di fatto provare i soli Danilo (centrale di difesa erede di Zapata) e Doubai, “volante” del centrocampo a cinque davanti alla difesa, che nei pensieri della dirigenza ha il compito di raccogliere l’eredità di Inler. In attesa del sospirato trequartista che avrà l’ingrato compito di sostituire Sanchez e del rientro delle frecce Isla e Armero, il “Guido” ha fatto vedere tre Udinese diverse.

Usato sicuro. La prima soluzione è quella del 3-5-1-1. Questo è un modulo che lo scorso anno aveva esaltato le caratteristiche di Sanchez, libero di spaziare alle spalle di bomber Di Natale, e dei due uomini di fascia Isla e Armero, che in sostanza facevano più le ali che i terzini. Oggi questo schieramento, almeno con gli uomini sin qui provati, sembra riproducibile, certo, ma non con lo stesso successo perchè le qualità di Sanchez non le ha nessuno. Abdi sembra (siamo però ancora in piena preparazione) avere bisogno di un’altra mezzapunta per agire con produttività tra le linee, Fabbrini ha talento e velocità, ma forse non ancora la necessaria consistenza fisica per “spaccare” le difese di serie A. Di positivo c’è la consistenza dimostrata dalla difesa, ben protetta dal centrocampo e un Basta che può essere qualcosa di più di una semplice alternativa a Isla lungo la corsia di destra.

La novità. É rappresentata dal 4-4-1-1 sperimentato nella gara di sabato sera con l’Olympique Marsiglia. La linea di difesa a quattro diventa indispensabile quando affronti squadre che schierano il tridente d’attacco. Basta, nel ruolo di terzino, vede forse ancora più esaltate le sue caratteristiche, sulla corsia opposta Domizzi è più difensore rispetto a Pasquale. La chiave, in questo modulo, sono i due esterni di centrocampo che, con meno compiti di copertura, hanno il dovere di offendere. A Biarritz Guidolin ha provato Surraco e Fabbrini, ma i potenziali titolari sarebbero Isla e Armero. In mediana resterebbero due posti per quattro candidati (Pinzi, Doubai, Asamoah e Badu) in attesa di capire la collocazione tattica di Sissoko per ora in grado di fare solo il vice Asamoah.

L’alternativa. Finora quando ha proposto i due trequartisti dietro una punta, Guidolin ha optato per una linea arretrata a quattro e una mediana a tre (ma potrebbe anche giocare con tre difensori e quattro centrocampisti). In questo schema più che le fasce si sfrutta il gioco per vie centrali e Barreto, che oggi viene considerato la principale alternativa a Di Natale, potrebbe esaltarsi anche in una delle due posizioni sulla trequarti. Senza dimenticare che in attacco c’è anche Denis uno che prima o poi deve dimostrare i motivi per cui Guidolin

lo ha voluto a Udine a ogni costo.

Tante soluzioni, tante prove, ma per il momento il grande favorito è l’usato sicuro, ovvero il 3-5-1-1 (per i più puntigliosi sarebbe correttamente un 3-1-4-1-1) specialmente se arriverà Giovani dos Santos.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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