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Giro, arrivo di tappa
sulla diga del Vajont

Nel 2013, per il 50º anniversario del disastro, traguardo nella zona industriale. Ieri il sopralluogo del direttore Mauro Vegni, alla presenza del sindaco di Erto.

ERTO E CASSO. Il Giro d’Italia del 2013 renderà omaggio al disastro del Vajont. In occasione dei 50 anni della tragedia, la corsa rosa passerà sotto la diga, nella zona industriale ai piedi di Casso. La comunicazione è arrivata direttamente dal direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, che nel fine settimana ha compiuto un sopralluogo nella zona, accompagnato anche dal sindaco di Erto e Casso, Luciano Pezzin.

Mauro Vegni salito in terra bellunese per una ricognizione dei luoghi di arrivo di due possibili tappe che toccheranno la provincia di Belluno. Tra questi anche la diga del Vajont, in occasione del 50º anniversario del disastro.

«Volevo verificare di persona le caratteristiche del posto – spiega Vegni –, per capire se l’area individuata insieme alle amministrazioni di Longarone ed Erto e Casso era compatibile con le esigenze logistiche della carovana del Giro. Da tempo stiamo pensando alla possibilità di portare un arrivo di tappa qui per i cinquant’anni dell’anniversario del Disastro: l’interesse quindi da parte dell’organizzazione della manifestazione è forte, perchè ricordare quella drammatica tragedia è doveroso».

La volontà di sostenere questo progetto dunque non manca: gli unici vincoli sono a questo punto dettati dalle possibilit? logistiche che offrirà l’area d’arrivo. La valle del Vajont è stretta, e non offre grandi spazi pianeggianti in prossimità della diga, ad eccezione della zona industriale ai piedi di Casso. Sembra essere quella l’area destinata ad accogliere le strutture principali. «Cercheremo di ovviare a questo problema facendo sacrifici dal punto di vista strutturale – sottolinea Vegni – stringendoci un po' per venire incontro alla disponibilità di spazio».

«E’ troppo presto per parlare delle specifiche tecniche –, prosegue Vegni –. Ripeto che sono venuto fin quassù per valutare esclusivamente l’area dell’arrivo. Ad ogni modo, credo che a dare valore a questa tappa sarà prima di tutto il suo significato emotivo e storico legato alla commemorazione del Vajont. Di fronte a questo, passano in secondo piano gli altri eventuali aspetti tecnici».

Stanno quindi prendendo corpo i preparativi per

le manifestazioni legate al cinquantesimo anniversario del disastro. Proprio il consiglio comunale di Longarone di giovedìý scorso ha approvato la costituzione di un gruppo di lavoro composto da consiglieri per la selezione e l’organizzazione degli eventi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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