I “fedelissimi” si schierano con l'allenato: troppe critiche dalle tribune al primo errore. Il dibattito sui social network
UDINE. La bacchettata del Guido e la risposta dei tifosi. Sono tutti con lui. «I mugugni della gente non mi sono piaciuti molto», ha detto l’allenatore bianconero alla fine della sfida contro il Lecce, con la vittoria in pugno, con l’Udinese ancora al terzo posto. Ha dato fuoco alla miccia della polemica, Francesco Guidolin, alimentando la fiamma con la rabbia che ha in corpo dalla gara interna con la Juve, quando si chiese: «Ma eravamo in casa?».
Sì, perchè ci sarà bisogno di tutte le forze per provare ad agganciare di nuovo l’Europa, per restare tra le prime. Anche del pubblico amico, non solo dei gol di Totò o delle parate di Handanovic. E ieri, leggendo la presa di posizione dell’Associazione Udinese Club firmata dal presidente Edy Morandini (di cui a lato pubblichiamo il passaggio chiave, ndr), navigando nel web per fare tappa sulla pagina degli “amici” Facebook di “Noi tifosi dell’Udinese”, si è subito capito che i fedelissimi del Friuli sono tutti con il loro Guido.
Il filo della discussione è durato tutto il giorno, con post ripetuti arrivati da molti dei 7.281 “affiliati”, fino a sera inoltrata, quando Leda ha raccontato la sua esperienza, parole che racchiudono i pensieri dell’ala pro-Guidolin: «Con un gruppo di amici-conoscenti siamo in Tribuna laterale sud e ci siamo arrabbiati con dei pseudo-tifosi mai contenti che dietro a noi non smettevano di gridare contro alcuni giocatori e criticare continuamente. Ci siamo arrabbiati veramente, spero si siano riconosciuti nelle parole giustissime di Guidolin e si siano vergognati! È inconcepibile andare allo stadio e comportarsi così: di loro non c’è proprio bisogno restino a casa».
È un po’ il nodo della questione, il collo di bottiglia dell’argomento stadio: scomodo, vecchio, minacciato dai diritti tivù e fiaccato, nelle presenze, dall’introduzione della Tessera del tifoso. Prendete gli ultimi dati della Lega serie A: l’Udinese per valori tecnici sta davanti a cinque realtà che la inseguono nella classifica delle presenze allo stadio (Lazio, Palermo, Genoa, Fiorentina e Bologna), oltre a tre “grandi”. Per questo Guidolin adesso, in un momento difficile, chiede fiducia incondizionata.
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