«Guidolin, che lavoro Totò merita l’Italia»

Il ct su Di Natale: sfido chiunque a vedere altri al suo posto

    COVERCIANO. Il campionato è alle spalle. Domenica c’è la finale di coppa Italia, ma è già partito il conto alla rovescia per l’Europeo. E dalla base azzurra di Civerciano il ct Cesare Prandelli rende omaggio all’esempio-Udinese. A cominciare dal collega Francesco Guidolin, per il quale spende parole di stima e affetto. «Ho grande rispetto per chi ha la sensibilità e l’umiltà di dire determinate cose. E Guidolin le ha dette dopo aver portato l’Udinese ai preliminari di Champions League, ha pensato prima al suo lavoro e poi a se stesso. Se poi penserà di staccare, significherà che ne ha bisogno».

    Prandelli allarga quindi il suo ragionamento: «Quando Gattuso afferma che in Italia non esiste più lo spogliatoio, c’è da crederci, se detto da uno come lui. Ritengo che nel calcio attuale manchi la figura dirigenziale nei club, l’allenatore sembra aver perso un po’ di potere. Il riferimento con la dirigenza diventa fondamentale, anche per i giovani affinchè non si perdano. Lo stress di Guidolin e Guardiola? Rispetto le persone che mettono sempre il lavoro davanti alla loro vita privata e che poi, a un certo punto, sentono il bisogno di staccare. Lo trovo legittimo».

    Il secondo riferimento va naturalmente a Totò Di Natale, inserito nella lista azzurra a scapito di altri attaccanti come Borriello, Matri, Osvaldo e Pazzini: «Quando si è esclusi ci si sente vittima di qualche torto ma, come ho sempre detto, faccio scelte meritocratiche. E sfido chiunque a vedere qualcuno al posto di Di Natale o di Giovinco. Capiamoci: il tandem Di Natale-Giovinco è quello che ha segnato di più nei campionati di club d’Europa».

    «Deciderò all’ultimo momento se portare cinque o sei attaccanti. Per come vogliamo giocare sono più che sufficienti – ha aggiunto il ct –. Le scelte sono esclusivamente tecniche. Abbiamo visionato tutte le prestazioni e i convocati sono giocatori che posso esprimersi al 100% in questo contesto di squadra».

    Prandelli non lo dice ufficialmente, ma la personalità e l’esperienza di Totò non gli servono soltanto in campo, ma anche per sostenere la crescita di alcuni giovani colleghi, Balotelli in primis: «Mario ha giocato poco nelle ultime partite, ma ha vinto un titolo meritato, e colgo l’occasione per fare i complimenti a Mancini, ed è uno dei talenti italiani che dobbiamo tutti aiutare a far esplodere. Speriamo che possa farlo agli Europei. Sarà l’ambiente stesso della Nazionale che non lo farà pensare altro che alla maglia azzurra, ne sono certo, lui rappresenta l’attaccante moderno, quello che non rimane mai fermo, che non dà punti di riferimento».

    Un effetto-spogliatoio che coinvolge Cassano: «Antonio ha recuperato al 100% e ha fatto di tutto per esserci - ha concluso Prandelli -, ha fatto capire che ama questa maglia e preferisco avere un giocatore anche non a postissimo, ma che possa trasmettere un entusiasmo straordinario».

    L’euro-viaggio è cominciato. Nel bagaglio azzurro anche un po’ di Friuli.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 maggio 2012
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