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L’Udinese, il Verona e una rivalità infinita

Ritorna il derby. Negli anni ’80 dominio veneto, poi è stato solo bianconero

UDINE. Ritorna il derby. Ok, quello “classico” rimane Udinese-Triestina, ma visto che gli alabardati sono scomparsi da tempo dal calcio di vertice, Udinese-Verona è qualcosa di più di un semplice ripiego. Negli ultimi trent’anni bianconeri e gialloblù si sono contesi lo scettro di regina del Triveneto. Negli anni Ottanta comandavano i veneti, forti anche del titolo di campioni d’Italia conquistato nel 1985, poi da metà degli anni Novanta è stato un crescendo bianconero.

L’ultima volta. Il derby del Triveneto manca dalla stagione 2001-2002. L’ultima sfida si giocò al Bentegodi alla quart’ultima di campionato. E pensare che quel giorno, superando 1-0 l’Udinese di Ventura, il Verona di Malesani sentiva di avere la salvezza in tasca. Invece complice tre sconfitte consecutive, furono proprio gli scaligeri a retrocedere mentre i friulani si salvarono con una giornata di anticipo a Lecce.

All’andata vinse l’Udinese. Fu la seconda vittoria consecutiva in casa nell’arco di sette giorni dopo quella sul Parma, ma non bastò a Roy Hodgson per evitare l’esonero di Gianpaolo Pozzo. Quella partita fu decisa dal primo gol in serie A di Giampiero Pinzi, l’unico superstite dell’Udinese di allora.

«Quel gol rimane uno dei momenti più forti della mia carriera», ci ha rivelato prima delle vacanze il centrocapista romano.

Rivalità. Udinese e Verona hanno cominciato a incrociare i guantoni all’inizio degli anni ’80. I bianconeri erano già in A quando dalla B salì anche la squadra di Bagnoli. Un brasiliano per squadra, da una parte Edinho, dall’altra Dirceu.

In un derby giocato al Friuli e finito 0-0, Edinho colpì un clamoroso doppio palo su punizione. «Sono rimasto fermo di proposito perchè se mi fossi mosso avrei rischiato di mandare il pallone in rete», disse un po’ provocatoriamente a fine partita Garella, portiere del Verona.

La stagione successiva arrivò Zico, l’Udinese sembrava progettata per puntare allo scudetto, in realtà il tricolore se lo cucì sul petto nella stagione successiva il Verona di Briegel ed Elkjaer che, come riferiamo a parte, vinse il derby dei derby 5-3 al Friuli.

L’Udinese restituì la “manita” nella stagione successiva: il 1° dicembre al Friuli finì 5-1: ospiti in vantaggio al 16’ con Volpati, pari bianconero prima del riposo grazie all’autorete di Fontolan, poi nella ripresa valanga friulana con Pasa, Carnevale, Barbadillo e Miano.

Friulani. Sono stati parecchi quelli che hanno fatto fortuna in riva all’Adige. Adriano Fedele ha dato il meglio di sè come calciatore all’Inter e sopratutto al Bologna, poi ha chiuso la carriera a Verona giocando più di novanta partite in un quadriennio.

Gigi De Agostini da Tricesimo fu uno dei tre giocatori con carnevale e Baroni che Mazza vendette prima di cedere l’Udinese a Pozzo. Finì proprio al Verona dove giocò 30 partite su 30 segnando 3 gol e meritandosi le attenzioni della Juve.

Un altro friulanissimo, Pierino Fanna da Moimacco, fece il percorso inverso: da Torino prese la strada destinazione Verona e fu uno dei grandi protagonisti della conquista dello scudetto. Gigi Del Neri da Aquileia, invece, ha trovato fortuna in riva all’Adige ma sulla sponda Chievo.

Scettro. Lunedì le due squadre si ritrovano di fronte. La neopromossa Verona arriva al Friuli con 10 punti di vantaggio. Se l’Udinese vuole difendere lo scettro di regina del Triveneto deve farlo proprio dallo scontro diretto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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