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Verso il big match Venezia-Pordenone: il calcio totale di Tedino e la concretezza di Inzaghi

Calcio Lega Pro, le due squadre metteranno a confronto filosofie diverse di gioco. Tra i due c’è stima reciproca nonostante la mancata stretta di mano dell’andata

PORDENONE. Il mese di nascita (agosto) è uno dei pochi aspetti in comune. La supersfida di sabato 18 febbraio tra Venezia e Pordenone sarà anche, se non soprattutto, il confronto tra due allenatori molto diversi tra loro. Filippo Inzaghi da una parte, Bruno Tedino dall’altra.

Nove anni di differenza, un percorso completamente diverso. Inzaghi, il grande campione in campo che sta provando a dimostrare di essere altrettanto bravo in panchina. Tedino, il tecnico dalla preparazione sconfinata che dopo anni di gavetta, e una preziosa parentesi azzurra, ambisce alla vetrina del calcio che conta. Il primo in giacca e cravatta, il secondo rigorosamente in tuta. Alla Sarri.

Modelli. A proposito di colleghi illustri. Inzaghi ha tra i suoi modelli Carlo Ancelotti, sotto la cui guida ha vinto tutto al Milan. E proprio l’ex Carletto rossonero è stato uno degli allievi prediletti, per non dire il prediletto, di Arrigo Sacchi, colui che ha voluto a tutti i costi Tedino nel club Italia. Alcuni dei princìpi (il collettivo prima del singolo, gioco sempre offensivo) dell’allenatore di Fusignano sono ora i dogmi della filosofia del tecnico del Pordenone.

Gioco. Nella pratica, tuttavia, il gioco dei due allenatori presenta apprezzabili differenze. Il calcio di Tedino è “totale”, parte quasi sempre dai piedi buoni della difesa per coinvolgere tutti i reparti. Quello di Inzaghi può sembrare più “concreto”, con il coinvolgimento più immediato delle punte e tanto lavoro sugli esterni.

Il modulo? L’allenatore del Pordenone sembra avere sposato la scelta del 4-3-1-2, se del caso pronto a trasformarsi in 4-3-3. Il collega lagunare ha osato di recente il 4-2-4, che gli è valso una clamorosa rimonta sul Parma (da 0-2 a 2-2). Ma domani al cospetto di Stefani e compagni dovrebbe affidarsi a un più prudente 4-3-3.

Stima. Il rapporto tra i due? Lasciando perdere l’episodio dell’andata, in cui è “sfuggita” la stretta di mano al termine della gara vinta dal Pordenone con tanto di sorpasso in vetta, tra Inzaghi e Tedino c’è stima reciproca. Il tecnico neroverde ha più volte lodato il collega per la grande meticolosità e per la smisurata passione, che lo accomuna al fratello Simone (al timone della Lazio), per il suo mestiere. Così come Superpippo ha più volte riconosciuto il grande lavoro che Tedino sta facendo a Pordenone.

Trend. In questa stagione a Inzaghi sta riuscendo tutto bene con le cosiddette “piccole”, mentre, soprattutto in casa, gli scontri diretti con le altre big del girone sono quasi un tabù: nessuna vittoria, un punto con Reggiana, Bassano e Parma, zero col Padova.

Viceversa, Tedino si esalta nelle gare in cui la posta vale doppio. Ha vinto a Padova, ha “rischiato” di vincere a Parma. Gli piacciono da morire gli stadi che profumano di serie A. E in trasferta, a volte, il suo Pordenone mostra il volto migliore. In questo come il Venezia. Però domani si gioca al Penzo...

Affetto. Tedino ha tutti a disposizione (soltanto Zappa ha lavorato a parte), così come Inzaghi (se si eccettua l’ex neroverde Pederzoli, infortunato e fuori

rosa). Ieri allenamento a porte chiuse per i ramarri. Stamani idem. L’abbraccio col pubblico è rimandato al match. Ecco un’altra affinità: entrambi gli allenatori sono molto amati dai loro tifosi. Uno dei due, domani sera, potrebbe esserlo un po’ di più.

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