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Marchi: "Il Pordenone somiglia al “mio” Como" 

Parla il difensore che coi lariani due anni fa salì dalla C alla B ai playoff. «Anche quello era un gruppo unito e solido»

PORDENONE. Non c’è solo Rachid Arma ad aver vinto i playoff di Lega Pro (nel 2013 col Carpi). C’è anche Paolo Marchi ad essere salito in serie B tramite la post-season: l’ha fatto col Como nel 2015. Quella promozione è stata una sorpresa, in pochi davano chance ai lariani, qualificatisi all’ultima giornata.

Di quella squadra il difensore milanese, classe 1991, vede qualche analogia con l’attuale Pordenone, che sta preparando gli ottavi di finale con la Giana Erminio. «Anche allora eravamo un gruppo unito, in salute mentalmente e fisicamente: così riuscimmo nell’impresa», spiega il centrale, titolare da marzo assieme a Stefani nel cuore della terza linea dei ramarri.

Marchi, il Pordenone può emulare quel Como?

«Sono molto fiducioso. Domenica scorsa col Bassano abbiamo disputato una grande gara. Io ho avuto sensazioni di squadra: tutti sapevamo cosa fare, stavamo bene in campo, eravamo solidi. Possiamo dire la nostra».

Sabato si gioca a Gorgonzola, a pochi passi da casa sua. Che match sarà?
«Premessa: non ho mai visto giocare la Giana, considerato che da questa stagione è nel gruppo A. Tuttavia mi dicono sia una squadra che sa imporre il proprio gioco. Sarà dura e dovremo stare attenti a certi giocatori come Bruno, sempre una minaccia. Noi stiamo bene e, mentalmente, la vittoria col Bassano ci ha fatto bene. Le prestazioni, invece, ci sono sempre state».

L’anno scorso, dopo un lungo infortunio, tornò titolare proprio con la Giana all’ultima gara di campionato e disputò i due match col Pisa…

«E andarono male, anche perché nella partita di ritorno fui espulso e rimediai due giornate di squalifica. Ricordo di aver dato tutto, in quei 180’, ma ho voglia di riscattare quelle prestazioni e di essere protagonista nella post-season».

Sino a fine febbraio aveva collezionato solo una presenza. Dalla gara col Bassano ha sempre giocato: cos’è cambiato?

«Per me poco: aver ripreso a giocare è stata l’unica differenza. Mi sono sempre allenato con serietà e intensità, non ho mai avuto voglia di andare via perché qui sono sempre stato benissimo. L’infortunio di Ingegneri mi ha dato la possibilità di scendere in campo e io ho sfruttato

la chance».

Il suo contratto è in scadenza: vuole rimanere in neroverde?

«Intanto penso ai playoff e spero che durino il più possibile. Al futuro, adesso, non penso: però ammetto che qui mi piacerebbe restare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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