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Udinese, Widmer a caccia di un posto da titolare

Si giocherà l’Europa con l’Udinese e la convocazione al Mondiale con la Svizzera

UDINE. Cioccolata. Orologi. Banche. Sì, anche un eroe capace di infilzare con la balestra una mela posta sulla testa di un coraggioso “modello”: Guglielmo Tell.

Ma se pensi ai tempi andati, al profondo Medioevo, gli svizzeri erano anche guerrieri mercenari, figure che potrebbero descrivere solo a metà Silvan Widmer, 24 anni, da quasi cinque all’Udinese dove ha raccolto più di un centinaio di presenze e un’infinità sfortunatissima di infortuni, senza mai esprimere un desiderio di andarsene dal ...

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UDINE. Cioccolata. Orologi. Banche. Sì, anche un eroe capace di infilzare con la balestra una mela posta sulla testa di un coraggioso “modello”: Guglielmo Tell.

Ma se pensi ai tempi andati, al profondo Medioevo, gli svizzeri erano anche guerrieri mercenari, figure che potrebbero descrivere solo a metà Silvan Widmer, 24 anni, da quasi cinque all’Udinese dove ha raccolto più di un centinaio di presenze e un’infinità sfortunatissima di infortuni, senza mai esprimere un desiderio di andarsene dal Friuli del calcio, come se addosso avesse una maledetta febbre, capace di consumare la propria professionalità.

È successo tante volte negli ultimi decenni anche con colleghi molto meno talentuosi. No, Widmer non è un mercenario del pallone.

E per la maglia bianconera, quella dell’Udinese, così cromaticamente simile a quella del suo Aarau, il buon Silvan ha dato spesso e volentieri l’anima, oltre che una spalla (operata dopo una tremenda e dolorosissima lussazione) o la fronte (ricostruita chirurgicamente).

Tra il settembre 2016 e il gennaio dell’anno successivo, allo svizzero ne sono capitate di tutti i colori: prima finisce sotto i ferri e fuori gioco per un mese a causa di uno scontro fortuito di gioco in allenamento con Matos, allora compagno di squadra, poi la gomitata di Eder che gli sfondò la parete cranica, un botto che lo costrinse all’intervento e un lungo periodo da “uomo mascherato”.

Quest’anno incidenti di percorso meno “cruenti” ma ugualmente fastidiosi, tanto che Widmer ha saltato l’ultima parte della preparazione e l’esordio in Coppa Italia. E di conseguenza anche le prime sette giornate di campionato.

Il rientro a metà ottobre con la Fiorentina, prima di un altro mezzo stop di due turni tra tribuna e panchina per aver accelerato il ritorno in campo da titolare. Durante la sosta invernale, un mese fa, l’infortunio muscolare che gli ha permesso di tornare a disposizione di Oddo solo con il Milan, affrontato partendo dalla panchina, nel secondo tempo.

Ora col Toro all’orizzonte c’è di nuovo aria di un inserimento nell’undici titolare: gli obiettivi, di squadra e personali, sono ambiziosi.

Con l’Udinese può giocarsi delle sfide dal sapore europeo nella speranza di guadagnare il pass per le prossime coppe attraverso questo percorso e può attirare l’attenzione del ct elvetico Petkovic che a fine stagione diramerà l’elenco dei convocati per il prossimo Mondiale.

Nell’ultima Svizzera non c’è stato spazio per lui (Behrami invece non mancava), complici anche gli acciacchi.

Insomma, contro il Torino Widmer può cominciare la propria rincorsa personale, con Zampano probabilmente sull’altra fascia (complici i problemini di Pezzella), mentre Larsen è stato provato alle spalle dello svizzero, in difesa, con Angella centrale e Nuytinck a sinistra. Samir l’escluso. Le “manovre” proseguiranno oggi, venerdì 9 febbraio.

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