Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Nikola, l’Uefa e il Tavagnacco: «Qui il calcio rosa esploderà»

La compagna di Barak racconta la passione per il pallone e l’incarico da delegato. Ora collabora con il presidente Moroso: «Lavorerò su immagine e promozione»

TAVAGNACCO. È innegabile, la prima cosa che ti colpisce quando incontri Nikola Mužíková è che è bellissima. Bionda, fisico perfetto, sorriso e occhi azzurri come il cielo. Ma basta sentirla parlare – in un italiano quasi perfetto – e ti accorgi che lei è tanto, molto di più.

 

Riesce a coniugare intelligenza, acutezza e tenacia con modi di fare dolci e accattivanti, e ora queste sue doti sono a disposizione del calcio femminile italiano, o meglio, del Tavagnacco. Anche in questo la società di ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

TAVAGNACCO. È innegabile, la prima cosa che ti colpisce quando incontri Nikola Mužíková è che è bellissima. Bionda, fisico perfetto, sorriso e occhi azzurri come il cielo. Ma basta sentirla parlare – in un italiano quasi perfetto – e ti accorgi che lei è tanto, molto di più.

 

Riesce a coniugare intelligenza, acutezza e tenacia con modi di fare dolci e accattivanti, e ora queste sue doti sono a disposizione del calcio femminile italiano, o meglio, del Tavagnacco. Anche in questo la società di Moroso e Bonanni ha visto giusto e lontano, perché Nikola è una vera esperta di questo sport: può vantare un passato nello Sparta Praga e un presente tra Federazione ceca e Uefa, dove ricopre il ruolo di delegato (il più giovane in assoluto).

Insomma, una passione che accompagna tutta la sua vita. «Sono nata in una famiglia dove si praticava e si respirava calcio. Mio papà era un allenatore. Ho provato a praticare altre discipline che si possono definire più femminili, ma non c’è stato nulla da fare. Così, dagli 8 ai 16 anni ho giocato nello Sparta Praga come difensore. Poi ho fatto la modella per due o tre anni, e sono rientrata nel mondo del calcio».


Come è avvenuto il passaggio dal campo alle stanze dei bottoni?

«Fin da piccola ho viaggiato tanto, imparato bene l’inglese e ad un certo punto in Federazione avevano bisogno di una persona che conoscesse l’ambiente e che sapesse le lingue. Nel frattempo ho studiato all’università Economia e Management, ed è arrivato l’incarico con la Uefa come delegato. Non è stato facile all’inizio, perché avevo 22 anni».

Nikola, riesce a coniugare i suoi impegni con la Uefa e la sua vita a Udine?

«Sì certo, anche se il 4 settembre dovrò occuparmi di una gara di qualificazione europea tra Norvegia e Olanda».

Lei è arrivata in Friuli seguendo il suo cuore, che è legato al calciatore dell’Udinese Antonin Barak. Ma come si è avvicinata al Tavagnacco?

«Alcuni amici mi hanno parlato di questa squadra femminile che gioca in serie A, così ho conosciuto la dirigenza e iniziare a collaborare è stato semplice. Sono convinta che si possa fare molto: questa è una società piccola, che non ha alle spalle i capitali della Juve o del Milan, ma che ha storia, tradizione e tenacia».

Cosa può portare lei, Nikola, a Tavagnacco?

«Qualche nuova idea. Due volte l’anno si riunisce un comitato Uefa per prendere decisioni e per analizzare il calcio femminile e da lì posso portare qualche spunto per il Tavagnacco. Ma vorrei anche lavorare sull’immagine. Penso che per far conoscere e sviluppare il calcio femminile serva mostrare le calciatrici come sono: belle ragazze che oltre a giocare studiano e lavorano».

Quanto può crescere il calcio femminile in Italia, secondo lei?

«Moltissimo, anche con l’aiuto della Uefa che è molto sensibile. Qui il problema è che non c’è chiarezza tra Federazione e Lnd. Se tutto facesse capo alla Figc sarebbe più facile ottenere aiuti e supporto».

Ma cosa le ha detto Antonin di questa sua nuova avventura friulana?

«Mi sostiene, come sempre. Penso che la sua presenza accanto a me possa essere d’aiuto anche al Tavagnacco. Magari potremo collaborare e averlo agli allenamenti qualche volta o alle partite penso possa contribuire a far crescere l’interesse».—