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Ciccio Pellegrino studia da protagonista: «Ho lavorato tanto per la continuità»

L’INTERVISTAI due centri sono l’anello di congiunzione fra la Gsa dell’anno scorso e quella di quest’anno, che ieri ha terminato il ritiro a Gemona del Friuli, dove tornerà domani per disputare alle...

L’INTERVISTA



I due centri sono l’anello di congiunzione fra la Gsa dell’anno scorso e quella di quest’anno, che ieri ha terminato il ritiro a Gemona del Friuli, dove tornerà domani per disputare alle 20 la prima amichevole stagionale contro la Virtus Padova. Se Chris Mortellaro è chiamato a portare esperienza in dosi massicce, a Francesco “Ciccio” Pellegrino viene chiesto di compiere il definitivo salto di qualità. In casa Apu Gsa è opinione diffusa che il pivottone siciliano abbia margini di ...

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L’INTERVISTA



I due centri sono l’anello di congiunzione fra la Gsa dell’anno scorso e quella di quest’anno, che ieri ha terminato il ritiro a Gemona del Friuli, dove tornerà domani per disputare alle 20 la prima amichevole stagionale contro la Virtus Padova. Se Chris Mortellaro è chiamato a portare esperienza in dosi massicce, a Francesco “Ciccio” Pellegrino viene chiesto di compiere il definitivo salto di qualità. In casa Apu Gsa è opinione diffusa che il pivottone siciliano abbia margini di miglioramento importante e possa diventare un crack per la categoria.

Ecco perché, per Pellegrino, quella appena iniziata potrebbe essere quella della consacrazione definitiva.

Pellegrino, si rende conto di essere un giocatore difficilmente marcabile in A2?

«Assolutamente. Sono un giocatore di squadra, mi piace portare blocchi, aiutare i compagni, difendere, stoppare. Io sono questo. Cercherò di essere ancora più pericoloso in fase offensiva».

L’arrivo di un giocatore come Powell, che ha tanti punti nelle mani e attirerà le attenzioni delle difese, le faciliterà le cose?

«Credo proprio di sì, come quando ero a Ferrara e giocavo con Cortese e Bowers. È un concetto molto simile. Lì ho fatto una buona stagione».

Lei ha messo radici in Friuli. Oltre ad avere un contratto biennale ha una fidanzata friulana, figlia del vicepresidente Apu Gianpaolo Graberi. Che rapporto c’è, la pungola?

«Per prima cosa mi sono innamorato del progetto, avendo firmato un biennale, poi è arrivato il fidanzamento. Il rapporto col vicepresidente è ottimo, però teniamo il basket al di fuori. Lui è stato un ottimo giocatore, tirava bene da tre, non vorrei sfigurare (ride, ndr)».

Lei potrebbe giocare in A1, sia per i mezzi fisici, sia per la carenza di lunghi italiani. Può essere la stagione giusta per arrivarci con Udine?

«Mi piacerebbe molto guadagnarmela e non arrivarci tramite corsie preferenziali».

Ciò che le manca per il salto di qualità è la continuità nel corso dei 40 minuti della partita?

«Potrei dire di sì, forse è proprio questo uno dei miei punti deboli e ci devo lavorare su».

Sappiamo che nel corso dell’estate ha svolto un lavoro individuale. Su cosa, di preciso?

«Ho lavorato intensamente sul fisico insieme al preparatore Giacomo Braida per mettere su ancora un po’ di forza, che per un centro non guasta. Con Paolo Montena e Giovanni Battista Gerometta, invece, ho lavorato per migliorare sia il tiro che i movimenti specifici del mio ruolo».

Lei si esprime bene, che studi ha fatto?

«Studio economia in via telematica. Mi sono diplomato come ragioniere e l’anno scorso ho ricominciato a studiare. Nei prossimi due anni punto a laurearmi e poi a specializzarmi. La mia fidanzata Valentina mi ha spronato». —