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Udinese ko con la Fiorentina, Velazquez mastica amaro: «Sono arrabbiato per il gol»

Il mister critica l’azione decisiva: «Il pareggio ci stava, ma siamo giovani...». Pioli si tiene stretti i tre punti: «Nel primo tempo lenti, poi siamo migliorati»

Spasskij contro Karpov prosegue anche nel ventre del Franchi. Per quella di ieri tra Pioli e Velazquez è stata un’autentica partita a scacchi, vinta con una mossa da scacco matto, il taglio furioso di Federico Chiesa e il conseguente tiro all’incrocio di Benassi. Per questo lo scacchista di Salamanca, mister Julio, racconta che per lui: «Questa partita doveva finire in pareggio». Rumoreggia la sala stampa. Catenaccio e perdite di tempo sono le armi che da queste partiti riconoscono all’Udine ...

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Spasskij contro Karpov prosegue anche nel ventre del Franchi. Per quella di ieri tra Pioli e Velazquez è stata un’autentica partita a scacchi, vinta con una mossa da scacco matto, il taglio furioso di Federico Chiesa e il conseguente tiro all’incrocio di Benassi. Per questo lo scacchista di Salamanca, mister Julio, racconta che per lui: «Questa partita doveva finire in pareggio». Rumoreggia la sala stampa. Catenaccio e perdite di tempo sono le armi che da queste partiti riconoscono all’Udinese. Tanto che anche il signor Pioli, un autentico ultrà nell’ultimo quarto d’ora tra esultanze e mezzucci per far innervosire i bianconeri, tocca questo tasto: «Temevo tanto le ripartenze dell’Udinese, ma abbiamo concesso davvero poco». Il bello del calcio. Alla fine è difficile avere delle opinioni che concordano dopo una partita finita “solo” 1-0.

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Così, dopo essersi accomodato sulla sedia di fronte al microfono, Velazquez viene subito pizzicato. Ma come – la domanda – lei era arrivato sbandierando il vessillo del calcio offensivo e contro la Fiorentina produce poco o nulla in attacco? «Il nostro obiettivo è prima di tutto competere, giocare per un risultato positivo, poi ci sono partite durante le quali possiamo fare più con palla e altre nelle quali dobbiamo giocare sopratutto senza palla. È questo il caso di questa partita: dopo 5-10 minuti di difficoltà abbiamo dato vita a una grande prestazione, molto orgoglioso di questo gruppo sotto questo aspetto, anche se ci sono stati degli errori».



Sotto la lente soprattutto l’azione del gol viola: «Abbiamo favorito la transizione degli avversari. Sì, è stato un contropiede dopo un nostro corner e per questo sono molto arrabbiato. Ma non perché ho perso: per i calciatori, per i tifosi che ci hanno seguito anche qui e lo fanno davanti alla tv, per la società». Resta da capire perché l’Udinese sia riuscita a costruire ben poco stavolta: «Prima di tutto bisogna considerare che ci siamo confrontati con una squadra molto difficile, in uno stadio molto difficile. Poi bisogna valutare con calma i nostri errori: siamo una squadra molto giovane, ci vuole tranquillità perché dobbiamo lavorare giorno per giorno per crescere ancora».

Infine la confessione: «Uno 0-0 sarebbe stato giusto e l’avrei accettato volentieri: qui la Fiorentina l’ultima volta aveva fatto 6 gol al Chievo e noi dovevamo fare i conti con molte assenze in mezzo: Mandragora, Barak, Balic. Ho dovuto cambiare qualcosa e la risposta sotto questo punto di vista è stata positiva: la squadra ha lavorato tantissimo».

Ma i punti, tutti e tre sono andati dall’altra parte. E Pioli se li mette volentieri in tasca lisciando il pelo al pubblico. Filone. «Abbiamo sfruttato il calore, la passione e l’entusiasmo che ci ha regalato il nostro stadio: è stata una prestazione di maturità di una squadra giovane che ha saputo riconoscere la difficoltà della partita. L’Udinese si è difesa con ordine nel primo tempo. Poi nell’intervallo ho rimproverato ai ragazzi la poca velocità; nel secondo tempo l’abbiamo aumentata e abbiamo preferito aprire sulle fasce per mettere in difficoltà i nostri avversari». Eroe di giornata Benassi, chiamato anche in azzurro. «Può diventare una mezz’ala completa».