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Udinese, Velazquez si fida e schiera Larsen, Ekong, Nuytinck e Samir in difesa

I quattro titolari fissi nei primi 270’: sono loro a rappresentare la base del nuovo progetto tattico

UDINE. Tre su tre e con la prospettiva di una continuità d’impiego che ha come obiettivo la coesione e l’intesa di reparto, con Stryger Larsen, Ekong, Nuytinck e Samir schierati sempre titolari nelle prime tre partite di campionato. Forse è presto per metterci l’etichetta, ma stando alle scelte fin qui operate in difesa da Julio Velazquez, sembra proprio che la retroguardia dell’Udinese abbia già trovato i suoi quattro moschettieri, il che suonerebbe a conferma di una base nel nuovo progetto ...

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UDINE. Tre su tre e con la prospettiva di una continuità d’impiego che ha come obiettivo la coesione e l’intesa di reparto, con Stryger Larsen, Ekong, Nuytinck e Samir schierati sempre titolari nelle prime tre partite di campionato. Forse è presto per metterci l’etichetta, ma stando alle scelte fin qui operate in difesa da Julio Velazquez, sembra proprio che la retroguardia dell’Udinese abbia già trovato i suoi quattro moschettieri, il che suonerebbe a conferma di una base nel nuovo progetto tattico.

D’altronde, partire dalle fondamenta non è mai una brutta idea nel calcio, e non deve esserlo neanche per il tecnico spagnolo, che nella ricerca del gioco offensivo basato sui concetti del 4-2-3-1, non può certo distogliere l’attenzione dalla retroguardia, a cui si chiede supporto e non solo protezione. In questo senso, nel modulo dello spagnolo la spinta sulle fasce laterali a supporto di mediana e attacco diventa un mantra perseguibile con terzini di buona gamba e piede, quali sono Stryger Larsen e Samir, mentre i due centrali devono essere reattivi, abili a contrasto nelle chiusure e anche sulle palle aeree, ma anche discreti in fase di appoggio. E qui la neonata coppia Ekong-Nuytinck, varata dopo l’addio di Danilo, ha già dato risposte dopo la frittata di Parma, quando i due centrali bucarono, uno dopo l’altro, il passaggio filtrante di Di Gaudio per Inglese.

I numeri d’altronde non mentono, e dicono che l’Udinese in tre partite ha rimediato tre gol, di cui due in una singola partita, mettendo poi il bavaglio alla Sampdoria che ne ha poi rifilati tre al Napoli, prima di subire un gol più che evitabile a Firenze, dove la Viola ha impensierito Scuffet solo una volta nel primo tempo. Insomma, la partenza là dietro è stata migliore della scorsa stagione (5 furono i gol subiti tra Chievo, Spal e Genoa), quando si giocava già con la linea “a quattro” scelta da Del Neri.

Premesso e ricordato che la schermatura difensiva non può essere demandata solo al reparto arretrato ma estesa a tutta l’organizzazione di squadra, è logico che il rendimento dell’Udinese passerà proprio dalle reti incassate, voce segnata in rosso la scorsa stagione con i 63 gol incassati a fine campionato. E visto che ci siamo, va ricordata la media delle ultime quattro stagioni, con 58.7 gol al passivo sui 235 subiti.

Che ben venga quindi il rientro anticipato di Larsen dalla nazionale danese, sconvolta dal caso delle sponsorizzazioni che hanno portato molti giocatori a lasciare il ritiro, e che ben venga anche il feeling tra Ekong (in cerca di un recupero per il Toro dopo il risentimento muscolare avvertito a Firenze) e Nuytinck, che in campo parlano olandese. «Mi trovo molto bene con William, siamo entrambi olandesi siamo facilitati perché parliamo la stessa lingua. Ekong è un giocatore forte, con un gran fisico e molto bravo di testa, mi piace molto come calciatore», ha ricordato di recente Nuytinck. Bene anche Samir a sinistra, sul quale si è ravveduto tempestivamente Velazuqez, dopo l’improvvida prova fornita come centrale dal brasiliano in coppa Italia.

Per scoprire i vari Hidde Ter Avest e Opoku ci sarà quindi tempo, così come per testare Musso tra i pali, là dove anche Scuffet ha trovato tre titolarità consecutive in campionato.