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L’Udinese non si accende: zero gol e zero gioco, Lasagna fallisce un rigore

In amichevole i friulani concedono troppe occasioni agli sloveni del Celje e si rendono pericolosi soltanto due volte con Teodorczyk

GRADISCA D'ISONZO. Troppo brutta per essere vera. Ecco la prima riflessione sull’Udinese vista all’opera ieri in amichevole contro gli sloveni del Celje. Zero gol (Lasagna fallisce anche un calcio di rigore) e zero gioco, specialmente nel primo tempo, sicuramente il più brutto dell’era Velazquez.

Viene da chiedersi a cosa serva organizzare queste amichevoli se poi la squadra le affronta con questo spirito. Perchè giocando a questi ritmi difficilmente alzi il livello della condizione di chi fi ...

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GRADISCA D'ISONZO. Troppo brutta per essere vera. Ecco la prima riflessione sull’Udinese vista all’opera ieri in amichevole contro gli sloveni del Celje. Zero gol (Lasagna fallisce anche un calcio di rigore) e zero gioco, specialmente nel primo tempo, sicuramente il più brutto dell’era Velazquez.

Viene da chiedersi a cosa serva organizzare queste amichevoli se poi la squadra le affronta con questo spirito. Perchè giocando a questi ritmi difficilmente alzi il livello della condizione di chi finora ha giocato di meno.

Il tecnico, prima in campo e poi in spogliatoio durante l’intervallo, si fa sentire, opera un paio di cambi che danno qualche risultato (D’Alessandro per De Paul soprattutto), ma di fatto la sostanza non cambia.

L’Udinese è senza velocità e idee davanti, e molle dietro dove ad avversari non irresistibili vengono concesse troppe occasioni. Don Julio alla fine giustificherà i suoi tirando in ballo le brutte condizioni del campo, ma siamo convinti che dai bianconeri qualcosina in più si aspettasse anche lui.

Il tecnico spagnolo ha schierato l’Udinese con un 4-4-2. Al centro della difesa c’è Behrami (un’idea in prospettiva?), in mezzo al campo Balic e Fofana, sugli esterni Pussetto e De Paul. Spetterebbe a loro accendersi per innescare la coppia d’attacco Lasagna-Teodorczyk, ma la luce resta spenta.

Il polacco viene servito solo su azione di calcio d’angolo e con una bella incornata centra la traversa. In porta viene schierato Musso e l’argentino corre due rischi nel primo tempo e altrettanti nella ripresa.

Dopo l’intervallo Velazquez toglie De Paul e inserisce D’Alessandro abile, già al 3’, a guadagnarsi il rigore che Lasagna si fa parare dal portiere.

La manovra bianconera si sviluppa un po’ più in velocità e infatti qualche occasione arriva: la più importante capita sul sinistro di Teodorczyk che costringe l’estremo difensore ospite a un grande intervento (36’). Cinque minuti dopo è Nicolas a evitare la sconfitta con un buon riflesso.