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Cjarlins tra luci e ombre la convivenza Spetic-Tonizzo resta il rebus della mediana

CARLINOPer il Cjarlins/Muzane è una ferita ancora aperta l’eliminazione dalla Coppa Italia di serie D subita per mano del Tamai, tutt’altro che rimarginata dal successo per 3-1 nell’amichevole con la...

CARLINO

Per il Cjarlins/Muzane è una ferita ancora aperta l’eliminazione dalla Coppa Italia di serie D subita per mano del Tamai, tutt’altro che rimarginata dal successo per 3-1 nell’amichevole con la Primavera del Venezia. Patron Vincenzo Zanutta, da friulano verace, esprime meglio il suo stato d’animo in marilenghe, con l’inconfondibile pronuncia della Bassa. «Fazil vinzi cui frutz, iul vinzi quant che covente», aggiungendo un invece italianissimo «a buon intenditor poche parole» che la dic ...

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Per il Cjarlins/Muzane è una ferita ancora aperta l’eliminazione dalla Coppa Italia di serie D subita per mano del Tamai, tutt’altro che rimarginata dal successo per 3-1 nell’amichevole con la Primavera del Venezia. Patron Vincenzo Zanutta, da friulano verace, esprime meglio il suo stato d’animo in marilenghe, con l’inconfondibile pronuncia della Bassa. «Fazil vinzi cui frutz, iul vinzi quant che covente», aggiungendo un invece italianissimo «a buon intenditor poche parole» che la dice lunga sul clima che si respirerà nell’ambiente celestearancio in vista del debutto in campionato di domenica, ospite il Belluno.

Ad ogni buon conto il Cjarlins/Muzane ha usato il match contro i virgulti veneti per testare un paio di moduli e concedere minutaggio ai giocatori meno utilizzati.

La vittoria è arrivata in rimonta dopo l’iniziale vantaggio lagunare subìto a causa di un sanguinoso pallone perso da Politti in uscita dall’area, ma subito rintuzzato dal rigore ottenuto da Bussi e realizzato da Smrtnik. Ancora Bussi ha vestito i panni dell’uomo assist nel primo tempo premiando l’inserimento di capitan Migliorini, mentre nella ripresa Duravia ha chiuso il conto sul suggerimento di Kabine. «Nei primi 45 minuti – spiega mister Stefano De Agostini – ho utilizzato il consueto 4-3-3, con la solita grande produttività vanificata dall’altrettanto usuale spreco in fase conclusiva, mentre nella ripresa ho provato il 4-2-3-1 che per i primi 25 minuti mi ha molto soddisfatto».

Buone anche le indicazioni sui singoli. «Più di qualche giocatore – conclude il tecnico – mi ha messo in difficoltà con la qualità della prestazione, in particolare Migliorini. Difficile far coesistere Tonizzo e Spetic a centrocampo? Una riflessione su questo la stiamo facendo».

Trovano quindi fondamento le indiscrezioni che parlano di una comunque non semplice ricerca sul mercato di un centrocampista classe 1999 per garantire maggior dinamismo al reparto. Il tempo, però, stringe. —

Claudio Rinaldi