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Udinese, domenica arriva il Torino: Mazzarri al Friuli prepara la rivincita

Il tecnico dei granata, che ha fallito al Watford di Pozzo, sarà super motivato contro i bianconeri

UDINE. Un noto e stimato dirigente come Pierpaolo Marino, che a Udine ha mietuto successi e consensi, ricorda spesso quanto sia importante non sbattere mai la porta quando si arriva al momento dei saluti, specie nel calcio. Tra Walter Mazzarri e Gino Pozzo invece non è andata proprio così e anche se non si è arrivati a togliere il saluto, i rapporti tra le parti sono molto più immaginabili a temperature siberiane piuttosto che tropicali, al punto da poterci aspettare un Mazzarri in versione ...

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UDINE. Un noto e stimato dirigente come Pierpaolo Marino, che a Udine ha mietuto successi e consensi, ricorda spesso quanto sia importante non sbattere mai la porta quando si arriva al momento dei saluti, specie nel calcio. Tra Walter Mazzarri e Gino Pozzo invece non è andata proprio così e anche se non si è arrivati a togliere il saluto, i rapporti tra le parti sono molto più immaginabili a temperature siberiane piuttosto che tropicali, al punto da poterci aspettare un Mazzarri in versione fumantina in vista della trasferta di Udine, là dove l’incrocio, seppur indiretto con Gino Pozzo, è garantito dalla sfida di domenica con la Zebretta, per la ripresa del campionato. Anzi, a volerlo rappresentare si potrebbe tranquillamente sovrapporre l’immagine del tecnico di San Vincenzo al posto di quel Toro sbuffante che i tifosi della Maratona esibiscono a vessillo.

Tutto perché tra Mazzarri e Gino Pozzo è finita male ali tempi londinesi del Watford, là dove Mazzarri ha portato a termine la sua missione con una salvezza guadagnata in largo anticipo nella stagione 2016-’17, senza tuttavia trovare la riconferma. Al contrario, il consiglio direttivo degli Hornets decise per un “ben servito” ufficialmente annunciato prima di fine stagione, dopo avere preso in esame le posizioni dei giocatori, lamentatisi a più riprese per la comunicazione.

Al tempo, infatti, i media inglesi ricordarono che Deeney è compagni non sopportavano più di dover comunicare con il tecnico attraverso le parole di un traduttore, con Mazzarri in difficoltà con la lingua inglese fin dalla sua presentazione (memorabile la frase alla presentazione: «Ai cius dis cleb becos ai laik asisla»). In pratica, fu una sorta di ammutinamento, un “the end” che Mazzarri mal digerì, come emerse anche dalle dichiarazioni rilasciate al Corriere dello Sport. «Il Watford? È club che non aveva le ambizioni che ho visto nei club che ho allenato in precedenza. Ho cercato di far passare una mentalità vincente ma purtroppo non è stato possibili, tra gli infortuni e le difficoltà viste a fine stagione».

Chissà cosa penserà adesso il tecnico del Toro, vedendo il Watford primo a punteggio pieno in Premier, con il suo collega Garcia premiato ieri come “Manager of the Month”, allenatore del mese, davanti a “santoni” quali Jurgen Klopp e Maurizio Sarri. «Per me è fantastico aver vinto questo premio - le parole di Garcia riportate dal sito della Premier League - Ci stiamo divertendo e ci stiamo godendo il momento, non si sa mai cosa può accadere in futuro». Già, il futuro è sempre un’incognita, ma a Torino sono certi che Mazzarri vuole “fare la festa” all’Udinese di Velazquez, e per questo sta studiando il modo di far coesistere Belotti e Zaza in attacco.