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«Mangiar verde fa bene all’ambiente»

Parlano due ospiti della kermesse: Massimo Cirri, conduttore di “Caterpillar”, e il geologo Mario Tozzi, popolare volto tv

GORIZIA. Qualcuno ha detto che ci voleva coraggio a inventarsi un festival vegetariano in una terra, come la nostra, dei vini generosi, degli insaccati succulenti, delle carni e della selvaggina... Un coraggio che non è mancato a Massimo Santinelli, ideatore e direttore della fortunata kermesse di Gorizia in calendario da domani a domenica. Un weekend all’insegna del cibo bio e genuino, con chioschi, spettacoli, incontri, dibattiti e lezioni di cucina vegana e vegetariana.

Tra gli animatori del festival, Massimo Cirri, noto conduttore di Caterpillar, la trasmissione cult di Rai Radio2: il quale, «pur essendo rimasto carnivoro, anche se con moderazione», è convinto che «quella del vegetarianesimo possa essere una scelta che ridà futuro all’umanità, proprio perché espressione concreta d’attenzione all’ambiente e alla sua salvaguardia».

E che quella ambientale sia la ragione più importante per diventare vegetariani lo sostiene un altro dei protagonisti in campo sabato a Gorizia, Mario Tozzi, geologo nonché popolare conduttore di tante trasmissioni tv dedicate ai problemi del pianeta.

«Mangiare carne – spiega – fa male innanzitutto all’ambiente. Si è visto che l’impatto dell’allevamento mondiale contribuisce per il 18% ai gas clima alteranti, più del traffico che pesa per il 16%, fa consumare troppa acqua, erode di suolo con il calpestio degli zoccoli, brucia foreste per nuovi pascoli. Infine, per nutrire gli animali si coltivano cereali che potrebbero essere invece usati direttamente per l’alimentazione umana, per cui si arriva al paradosso che in Etiopia, per esempio, ci sono molte coltivazioni di mais che non servono a nutrire gli abitanti, che muoiono di fame, ma le vacche, i maiali, il pollame e gli ovini destinati a finire nelle pance dell’Occidente ricco e grasso».

Quanto alle ragioni da un punto di vista squisitamente personale, «a prevalere – continua Tozzi – sono quelle legate alla salute. È dimostrato, per esempio, che molte malattie cardiovascolari, che anche i tumori al colon dipendano da un uso eccessivo di carne, di quella rossa soprattutto, peraltro piena di anabolizzanti e antibiotici, se di allevamento industriale».

Ragione etiche? «Certo l’amore e il rispetto degli animali c’entra, ma credo sia soprattutto la consapevolezza che non è naturale essere carnivori... L’uomo, come tutti gli altri primati, è essenzialmente un erbivoro, con intestino lungo 9 metri da erbivoro, e i denti canini poco sviluppati».

E Tozzi precisa: «La nostra tradizione culinaria si è solo di recente convertita all’uso delle carni, mutuandola dagli Usa e dalla Gran Bretagna. La cucina italiana, quella mediterranea, è stata essenzialmente vegetariana». C’è, comunque ancora molta strada da fare, se è vero che oggi, a esser vegetariano, è soltanto il 6% della popolazione italiana.

«Certo, bisogna smitizzare tante panzane sulla dieta vegetariana, come l’idea, per esempio, che le proteine animali rendano di più di quelle vegetali. Perciò – conclude Tozzi – manifestazioni come questa di Gori. zia, visto anche la notevole risonanza che ha nel nostro paese, può diventare propulsore di una maggiore consapevolezza, di una visione diversa del cibo e della nutrizione: in fondo, della vita».

Tra gli appuntamenti di spettacolo, il più atteso è sicuramente quello di sabato sera: I calzini sul comò (Ti amo ma non li trovo), una performance monologante di Jacopo Fo, che da anni è indefesso promulgatore e creativo sostenitore di una vita sana, contro i modelli consumistici e di sviluppo imperanti che spesso minano un benessere autentico.

È fondatore della LIbera Università di Alcatraz, in Umbria, dove appunto si studiano sistemi e stili di vita alternativi. Come quello fondato sul way of life vegetariano, di cui il figlio del Premio Nobel Dario Fo parlerà anche nell’intervento di apertura del Festival, domani mattina.

Nello spettacolo, tutto improntato all’ironia, racconterà, invece, dei disastri sentimentali che impediscono spesso alla

vita di essere meravigliosa. E si sente autorizzato a farlo perché, dice, «modestamente, nel settore patimenti amorosi strazianti, notti insonni a piangere e a strapparsi i capelli e i peli delle ascelle – un’esperienza! –, sono un’autorità internazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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