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«Berlino guarda al virtuoso Nord-Est d’Italia»

Guglielmo Cevolin anticipa i temi del focus “Noi e la Germania”. Mercoledì apertura con l’ambasciatore Reinhard Schäfers

di Luciano Santin

Una diversità marcata, tanto da farsi quasi polarità, generando un legame costante e vivo, con le attrazioni e le repulsioni che una situazione del genere comporta. Il rapporto tra mondo italiano e mondo tedesco, attraverso secoli di storia, è stato così: interesse reciproco, per ragioni culturali, economiche, di struttura organizzativa; collaborazioni e alleanze, e poi anche contrapposizioni e scontri.

Il tema sarà affrontato a Pordenone, nell’ambito di Noi e la Germania, iniziativa organizzata dal Gruppo Studi Storici e Sociali Historia e dall’Associazione Norberto Bobbio. Si comincerà mercoledì, alle 18, a palazzo Montereale Mantica, con un focus che avrà al centro Reinhard Schäfers, ambasciatore della Repubblica Federale Tedesca a Roma. Il diplomatico sarà in colloquio con la presidente della Regione, Debora Serracchiani, con il senatore pd Lodovico Sonego, col il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Pavan, e con il presidente di Historia, Guglielmo Cevolin.

A questo primo incontro seguiranno altri due appuntamenti, sempre a Pordenone. Lunedì 4 novembre, alle 17, alla Biblioteca Civica, si tratteranno i temi dell’economia e della finanza, con le relazioni di Giorgio Arfaras, del Centro Studi Einaudi, di Flavio Pressacco e Guglielmo Cevolin dell’Università di Udine, e di Paolo Pegorer dell’Università di Trieste. Lunedì 11 novembre, alle 17, in palazzo Badini, si parlerà invece di cultura, con Biagio De Giovanni dell’Università Federico II di Napoli e con Luigi Reitani dell’Università di Udine, che esamineranno le diatribe filosofico-letterarie tra Kultur e Zivilisation, dal romanticismo alla crisi di Weimar. Nello stesso incontro ci sarà anche una sessione dedicata all’attualità con Angelo Bolaffi, della romana Sapienza, già direttore dell’Istituto di Cultura Italiana a Berlino e autore di Cuore tedesco. Sarà probabilmente questo l’argomento destinato ad attrarre più interesse, per la complessità delle dinamiche politico-economiche che oggi segna il rapporto tra i due Paesi in seno all’Unione, i ragionamenti su un’Europa a vettore tedesco, e anche le possibili ricadute concrete che l’azione della Germania può avere su un tessuto economico con il quale è tuttora fortemente correlata.

«I punti forti saranno le norme finanziarie europee, il lavoro, i rapporti con Friuli Venezia Giulia e Veneto. Si può dire che parleremo del nostro futuro», spiega Gugliemo Cevolin. «Sul primo punto va rilevato come le procedure di infrazione aperte nei confronti di Germania e Francia, tra il 2002 e il 2003, siano state gestite da Tremonti con notevole elasticità, dando modo ai due paesi di rimettere i conti a posto. Poi, nel 2008, l’esplosione della bolla Leman Brothers ha fatto sì che in quattro e quattr’otto l’Ecofin facesse passare un generale sostegno alle banche: aiuti di stato condivisi e quindi in certo modo non più tali. Adesso, con la crisi dei debiti sovrani nei paesi Pigs, si è affermata una linea di austerità e di rigore che da un lato ha salvato l’euro dal massacro, e dall’altro ha posto la Germania in posizione di leadership centrale e fortissima».

«Altro punto importante – sempre il presidente di Historia – è quello della competitività: malgrado la concorrenza internazionale, il sistema produttivo tedesco regge. Ha un costo del lavoro mediamente minore rispetto a quello italiano, e i suoi operai, pur lavorando come i nostri, percepiscono retribuzioni nettamente più alte. Merito di riforme che lo Stato ha fatto anche grazie alla sua struttura federalista». E ancora: «Ultimo punto, ma per certi versi primo, l’interesse che esiste in Germania, specie in Baviera, verso il Nord-Est d’Italia, considerato una realtà virtuosa.

L’ambasciatore Schäfers,

al riguardo, incontrerà il mondo dell’impresa regionale, e a conclusione, attraverso il console italiano a Monaco, intendiamo proporre alle istituzioni, anche imprenditoriali, un successivo incontro con gli esponenti della finanza e dell’industria bavarese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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