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Dal diario di Felice Alzetta attendente di Pirandello

MONTEREALE VALCELLINA. Se chiedi a Luigi Alzetta quale sia la storia piú bella che ha raccolto dalla gente di Grizzo, ti risponde «quella che noi del circolo culturale "Chei del talpa" dobbiamo...

MONTEREALE VALCELLINA. Se chiedi a Luigi Alzetta quale sia la storia piú bella che ha raccolto dalla gente di Grizzo, ti risponde «quella che noi del circolo culturale "Chei del talpa" dobbiamo ancora scoprire». Già, perché Luigi cerca le storie di vita e ricostruisce gli eventi di Montereale, creando memoria e storia nell’intera comunità. L’ultima testimonianza pubblicata da Luigi Alzetta coinvolge Luigi Pirandello, Nobel per la letteratura, e Andrea Camilleri, in quanto l’inventore del com ...

     

MONTEREALE VALCELLINA. Se chiedi a Luigi Alzetta quale sia la storia piú bella che ha raccolto dalla gente di Grizzo, ti risponde «quella che noi del circolo culturale "Chei del talpa" dobbiamo ancora scoprire». Già, perché Luigi cerca le storie di vita e ricostruisce gli eventi di Montereale, creando memoria e storia nell’intera comunità. L’ultima testimonianza pubblicata da Luigi Alzetta coinvolge Luigi Pirandello, Nobel per la letteratura, e Andrea Camilleri, in quanto l’inventore del commissario Montalbano vanta legami di parentela con Pirandello. Nel mezzo, il monterealino Felice Alzetta, scomparso a Grizzo nel 1960 a quasi 90 anni.

Fra i ricordi lasciati da Felice, esistono le note del suo diario e un racconto pubblicato dal giornalista del Corriere della Sera Enzo Grazzini nel 1960 nel libro “Il mestiere dei cani è l’amore” (edizioni Accordo, Milano). Il ventiduenne Felice Alzetta nel 1895 è l’attendente di Luigi Pirandello all’Ottavo reggimento cavalleria Lanceri Montebello di stanza a Firenze. Felice accudisce il suo cavallo Luis e Forziero, quello del tenete Luigi Pirandello. Fra Felice e Pirendello c’è di piú di un semplice rapporto gerarchico da ufficiale a soldato. Il reciproco amore per i cavalli finisce per stabilire una certa complicità fra i due. Felice usa tutti i riguardi per Forziero e vuole bene al suo Luis, con il quale nasce una di quelle salde amicizie che, a volte, si stabiliscono fra uomini e animali. «Nel novembre del 1895 – scrive Grazzini – Luis non sta bene. Felice cerca di curarlo portandogli la biada migliore, ma alla fine deve rassegnarsi a far visitare il cavallo dal veterinario del reggimento. In modo spiccio questi gli chiede di “consegnargli” Luis, evidentemente destinato al macello». Felice, disperato, corre da Pirandello: “Ammazzano Luis, signor tenente, perché dicono che non guarisce piú”. Laconica la reazione di Pirandello: “Capisco, ammazzano Luis (…) va pure ragazzo mio …”. Felice Alzetta non vuole rassegnarsi a quella perdita ma… il giorno dopo, andando a prelevare Luis, trova il box vuoto. Pirandello, suo superiore, punisce Felice per essersi fatto scappare il cavallo: dieci giorni di consegna di rigore. Sanzione ingiusta, mitigata dalla consapevolezza che Luis non è finito macellato. Trentanove anni dopo, nel 1934, Luigi Pirandello viene insignito del Premio Nobel per la letteratura. Felice, che nel borgo di Grizzo è l’unico a leggere i giornali e diffonde le notizie la sera in stalla nei “filò”, invia una cartolina al suo tenente. Lugi Pirandello gli risponde, e quella lettera Felice, anche di fatto, la legge ovunque, un’infinità di volte: “(…) Ho una cosa da dirti, ragazzo mio – gli scrive Pirandello – fui io a mandare ben lontano e ben sicuro, Dio sa con quali complicità e stratagemmi, il tuo Luis, perché non mi piaceva che l’ammazzassero. (…) Ti chiedo perdono della punizione che mi sforzai di procurarti. So che non me ne serbi rancore, perché tutti e due abbiamo salvato Luis (…)”. Rintracciato a Grizzo il diario di Felice e il libro di Enzo Grazzini, il ricercatore Luigi Alzetta e gli amici di “Chei del Talpa”, hanno mandato copia di tutto ad Andrea Camilleri. Luigi e “Chei del Talpa” confidavano che Camilleri, parente di Pirandello e autore dell’opera “Pagine scelte di Luigi Pirandello” - Rizzoli 2007 - magari sarebbe arrivato a Montereale, traendo spunto per una delle sue storie dalle vicende dell’attendente Felice Alzetta. Speranze deluse, almeno per il momento, dalla risposta di Valentina Alferj, segretaria di Andrea Camilleri, inviata al presidente Luca Torresin di “Chei del Talpa – Gris”: “Camilleri ringrazia lei e Luigi Alzetta, per aver pensato a lui. Purtroppo la sua vista è molto compromessa e da diverso tempo non è più in grado di leggere (…)”. A Montrereale si spera che la festa con Andrea Camilleri sia solo rinviata.

Sigfrido Cescut

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