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Omaggio ai 22 friulani dei Mille di Garibaldi

Una mostra da domani a San Giorgio di Nogaro racconta la vita delle nostre camicie rosse

SAN GIORGIO DI NOGARO. «Obbedisco». Così il 26 ottobre di centocinquanta anni fa Giuseppe Garibaldi rispose a Vittorio Emanuele, re d’Italia, in quel di Teano (Caserta), che gli intimava di fermare la spedizione dei Mille.

Di questa spedizione facevano parte anche 22 friulani, tra cui il friulano di adozione Ippolito Nievo, e Paolo Scarpa di Fossalta di Portogruaro, 22 eroi poco conosciuti ai quali San Giorgio di Nogaro dedica la mostra realizzata dallo storiografo sangiorgino Giorgio Coiani ...

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SAN GIORGIO DI NOGARO. «Obbedisco». Così il 26 ottobre di centocinquanta anni fa Giuseppe Garibaldi rispose a Vittorio Emanuele, re d’Italia, in quel di Teano (Caserta), che gli intimava di fermare la spedizione dei Mille.

Di questa spedizione facevano parte anche 22 friulani, tra cui il friulano di adozione Ippolito Nievo, e Paolo Scarpa di Fossalta di Portogruaro, 22 eroi poco conosciuti ai quali San Giorgio di Nogaro dedica la mostra realizzata dallo storiografo sangiorgino Giorgio Coianiz, nella splendida cornice di Villa Dora, visitabile da domani fino all’11 novembre dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19 (eccetto lunedì mattina e sabato pomeriggio).

Come non ricordare questi ragazzi tra i 20 e 30 anni, appartenenti a ogni ceto sociale, diversi dei quali moriranno in giovane età? Tra loro studenti, uomini di legge, professionisti, ma anche negozianti, artigiani, sensali.

Tre gli udinesi che salparono con Garibaldi da Quarto: Giovanni Cella (al quale fu poi dedicato il piazzale), nato nel 1837, laureato in legge, combatté a lungo con l’Eroe dei Due Mondi e mori in modo tragico ferendosi con due colpi di pistola mentre era a bordo della sua carrozza nel 1879, deluso e amareggiato dalla politica.

E l’avvocato Riccardo Luzzato che a soli 18 anni, già studente universitario, andò a Quarto seguito dalla madre che non voleva che si arruolasse? Morì a Milano nel 1923.

Ma anche l’orefice Francesco Carlutti, del 1813, che morí ad Alba nel 1863. Da Quarto partì anche Alfonso Morgante, noto avvocato di Tarcento del 1835, morì a Udine nel 1910.

Due i partecipanti di San Daniele: Marco Antonini classe 1834, negoziante, morto a Udine nel 1895; e Emilio Perselli, indoratore, del 1832 che morirà nella sua città nel 1870.

E poi Cesare Michieli di Campolongo al Torre del 1839, ingegnere, deceduto a Cervignano nel 1889.

Il fornaio latisanese Coriolano Gnesutta del 1939 , nel 1886 lascia la moglie e i figli per andare con Garibaldi in Trentino: muore a Udine nel 1887.

Enea Ellero, avvocato di Pordenone del 1840, che si distingue nella battaglia di Calatafimi.

Enrico Mattia Zuzzi, medico di Codroipo del 1838, combatte sul Volturno insieme al fratello Leonardo, e in Trentino dove si arruola anche l’altro fratello, Leonardo.

Eugenio Sartori, possidente di Sacile del 1830 muore in combattimento a Calatafimi nel 1860.

Francesco Bidischini, nasce in Bulgaria da una famiglia di Palmanova nel 1835 e muore nel 1909.

Francesco Zamparo di Tolmezzo, impiegato del dazio del 1844, partecipa alla spedizione non ancora sedicenne.

Giovan Battista Bertossi, studente di matematica di Pordenone del 1840, viene promosso ufficiale dal re per l’eroismo dimostrato.

Giuseppe Paulon Stella, venditore di vino di Barcis del 1842.

Luigi Riva, agente di commercio di Palazzolo Dello Stella del 1837.

Marziano Ciotti, commerciante di Gradisca d’Isonzo del 1839, muore suicida deluso dalla politica.

Pietro Cristofoli, medico di San Vito al Tagliamento classe 1841.

E Pietro Pezzutti, calzolaio di Polcenigo;Valentino Cossio di Talmassons; Antonio Fantuzzi barbiere di Pordenone.

I patrioti friulani parteciparono a diversi fatti d'arme nel 1848-49, nel 1859-60,

nel 1864, nel 1866-67 e nel 1870, e molti furono veri eroi troppo presto dimenticati.

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