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Sgarbi a Venzone: "Questo è l'unico modello di ricostruzione che salva i centri storici"

Sgarbi a Venzone per la festa dei borghi più belli (Foto Ferraro/Petrussi)

La lezione del professore alla festa delle 10 bellezze del Friuli Venezia Giulia: "La prevenzione è un alibi, come si fa a blindare le basiliche?". Il sindaco di Bernardo ha ricordato che la cittadella medievale ha saputo raccogliere le risorse in soli otto anni: ora è meta di migliaia di turisti 

Festa dei borghi a Venzone, Sgarbi sul terremoto: "La prevenzione è un alibi"

VENZONE. «Venzone si mostra a noi come una città integra che con la sapienza urbanistica e architettonica e la capacità di far interferire la ricostruzione con i cittadini, ha cancellato l’idea di morte». Quella di Venzone non è solo una ricostruzione riuscita è anche il metodo che Vittorio Sgarbi, indica come «metodo contrappo ...

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Festa dei borghi a Venzone, Sgarbi sul terremoto: "La prevenzione è un alibi"

VENZONE. «Venzone si mostra a noi come una città integra che con la sapienza urbanistica e architettonica e la capacità di far interferire la ricostruzione con i cittadini, ha cancellato l’idea di morte». Quella di Venzone non è solo una ricostruzione riuscita è anche il metodo che Vittorio Sgarbi, indica come «metodo contrapposto a chiunque altro generalmente sbagliato». Domenica, nella sala del municipio della cittadella medievale, il critico d’arte, passando la mano nei capelli e usando toni spesso coloriti, ha eletto il modello Venzone come unico modello da riproporre nell’Italia chiamata a fronteggiare un terremoto dietro l’altro. «Mi pare – ha aggiunto – che questo modello sia stato utile per ricostruire, dopo il 1997, l’Umbria e le Marche». Un modello che evita di sfigurare l’Italia sottoposta a scosse continue.



Sgarbi a Venzone ha lasciato il segno. Non solo perché ha promosso il modello di ricostruzione nato dal basso. Neppure perché non ha saputo resistere al richiamo del sindaco, Fabio Di Bernardo, che l’ha pure buttato giù dal letto per evitargli di accumulare oltre un’ora di ritardo, l’ha lasciato per aver definito la ricostruzione di Venzone «una doppia Resurrezione, quella della ricostruzione e quella del miglioramento di sé e della propria identità di bellezza, che oggi le consente di essere borgo dei borghi». Venzone e Gemona, ha aggiunto il professore, «sono i modelli giusti di ricostruzione che vanno esportati nelle altre regioni. Qui si è saputo tenere il collante tra edifici e persone, tra patrimonio pubblico e privato, con le stesse pietre, gli stessi spazi, la stessa possibilità di riconoscersi in un luogo e addirittura migliorarlo». Tant’è che in Friuli Venezia Giulia il terremoto del 1976 «è ricordato a rovescio, come un’occasione per rinascere meglio di prima. Venzone non può dimenticare il sisma sia per i morti sia perché il terremoto ha avuto una potenza negativa corroborata da potenza positiva. Senza il negativo non sarebbe venuto il positivo. È stato uno stimolo per proiettare la città nel futuro».

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E se la bellezza del borgo basta e avanza per richiamare i turisti, Sgarbi non crede che la prevenzione possa rendere immuni i borghi storici dalla distruzione se colpiti dal terremoto. «La prevenzione è un alibi, come si fa a mettere in sicurezza la basilica di San Marco?», ha chiesto il critico citando gli interventi effettuati nelle basiliche di Norcia e Sant’Eutizio che al secondo terremoto hanno subito danni significativi. «Neppure San benedetto, il patrono dell’Europa, è stato in grado di salvare la sua chiesa», ha ripetuto più volte soffermandosi su Venzone, il monumento nazionale ricostruito pietra su pietra. E gli apllausi non sono mancati.

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«Grazie alla tenacia e alla caparbietà dei suoi abitanti, il centro storico è rinato solo dopo otto anni». Il sindaco l’ha fatto notare per dire che, oggi, con la proclamazione di borgo dei borghi 2017, «a Venzone e nei comuni vicini si registrano incrementi economici rilevanti. Il nostro Comune funge da volano trainante per le diverse attività connesse al turismo su tutto il territorio». Un dato per tutti: si stima che entro fine anno, nel museo delle mummie, saranno staccati 40 mila biglietti. Il doppio rispetto al 2016. Ecco perché Sgarbi ha riconosciuto alla rete dei borghi «un significato politico interessante che fa emergere un’economia parallela che già esiste, l’economia della bellezza che l’Italia deve valorizzare». Un percorso che non può ammettere il consumo di suolo. Sgarbi non ha mancato di criticare l’Unesco e di spronare altri borghi italiani a entrare nell’omonima associazione. E poi via nelle strade di Venzone ad ammirare le bellezze di casa nostra.

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