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I lettori in redazione scelgono il titolo per la prima pagina

Un gruppo di iscritti alla comunità NoiMv ospiti dei giornalisti. Dalla storia del giornale del Friuli fino alle nuove tecnologie

UDINE. Un librone passa di mano in mano. Sulla copertina verde campeggia la scritta “maggio 1976”, il mese del terremoto, l’anno che ha cambiato radicalmente la vita dei friulani e il destino del nostro giornale. A sfogliare il quotidiano di 41 anni fa ci sono i lettori del Messaggero Veneto di “oggi”, arrivati in redazione per l’evento “Il Caffè del Direttore”, l’iniziativa promossa dal giornale per dare la possibilità di seguire da vicino la vita di redazione.

Molti dei lettori, una decina ...

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UDINE. Un librone passa di mano in mano. Sulla copertina verde campeggia la scritta “maggio 1976”, il mese del terremoto, l’anno che ha cambiato radicalmente la vita dei friulani e il destino del nostro giornale. A sfogliare il quotidiano di 41 anni fa ci sono i lettori del Messaggero Veneto di “oggi”, arrivati in redazione per l’evento “Il Caffè del Direttore”, l’iniziativa promossa dal giornale per dare la possibilità di seguire da vicino la vita di redazione.

Molti dei lettori, una decina di iscritti alla comunità NoiMv, quel 1976 lo ricorda bene. «Quell’anno per sapere cosa succedeva dovevamo per forza comprare il giornale», ricorda Marcello Ziani. Ed è lui il primo a porre qualche domanda al direttore Omar Monestier: «Perché le pagine del giornale non sono più incollate al centro? Era molto più comodo leggerlo in movimento», chiede il lettore.

Da qui l’occasione di ripercorrere un po’ la storia del Messaggero Veneto, dalla prima copia del 1946 ad oggi. «Negli anni l’informazione è cambiata, un po’ come il mondo che ci circonda. - spiega il direttore Monestier - Sono diversi i meccanismi alla base della composizione del quotidiano, le differenze stilistiche e di contenuto tra la versione cartacea e quella digitale.

Il caffè col direttore: i lettori in visita in redazione

Quello che non è mai scomparso è il profondo legame che questo giornale ha con il suo territorio». Ed ecco ancora il riferimento al terremoto del ’76 ma anche alle altre vicende di cronaca che hanno segnato la storia della regione. Fino agli approfondimenti messi in campo con il contributo dei lettori come l’inchiesta sulla banda larga in Fvg.

La platea che ascolta incuriosita gli aneddoti del giornale è assai eterogena: dal sindaco di Forgaria del Friuli, Pierluigi Molinaro, a quattro giovani e giovanissimi: Rachele, Lorenzo, Fabio e Davide. La notizia, per i ragazzi, è a un click di distanza e il giornale di carta è una realtà che non sentono troppo vicina. Questo però non ha fermato la loro curiosità. E ce lo ricorda Patrizia Martini, la mamma di Lorenzo: «Doveva venire con me. Altrimenti non avrebbe mai potuto conoscere questa realtà».

Intorno alle sedici, dopo un breve collegamento skype con il direttore editoriale Finegil Roberto Bernabò, i lettori si sono spostati nella sala riunione. Qui, ad attenderli, ci sono i capi dei singoli reparti del giornale: il web, la regione, cronaca e provincia di Udine. Ognuno di loro spiega quali sono gli eventi più importanti della giornata, cosa vorrebbero inserire in pagina e quale approfondimento mettere in cantiere.

I lettori ascoltano incuriositi, soprattutto quando si parla di “paginoni”, “tasche” e “timoni”. Alla fine la scelta del titolo di apertura. «Con cosa vorreste aprire voi il giornale di domani?», domanda ai lettori il vicedirettore Giuseppe Ragogna.


Qualcuno sceglie di tornare sulla piccola morta di malaria, altri su un’anziana beffata dal Crac Coopca. Altri ancora sull’operazione pordenonese “Pegaso”. Come nel gioco dell’oca, per sapere chi ha vinto occorre tornare alla casella di partenza. Perciò, chiudete il giornale e guardate. Abbiamo aperto con...

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