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Viaggio a Palmanova tra spiritualità e arte di antiche icone russe

Doppia visita per i nostri lettori alla polveriera napoleonica: i capolavori del Seicento e Settecento del museo Andrey Rublëv

NoiMv, visita per i membri della commuity: alla scoperta delle icone russe

PALMANOVA. Un’occasione imperdibile: ammirare trentasei esemplari di icone russe in un suggestivo allestimento, con una visita guidata dedicata e proprio nell’ultimo giorno di apertura dell’esposizione. Non se la sono lasciata scappare i lettori della community Noi Messaggero Veneto. E infatti le adesioni sono piovute copiose in r ...

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NoiMv, visita per i membri della commuity: alla scoperta delle icone russe

PALMANOVA. Un’occasione imperdibile: ammirare trentasei esemplari di icone russe in un suggestivo allestimento, con una visita guidata dedicata e proprio nell’ultimo giorno di apertura dell’esposizione. Non se la sono lasciata scappare i lettori della community Noi Messaggero Veneto. E infatti le adesioni sono piovute copiose in redazione, tanto da portare all’organizzazione non di uno solo, da di due turni di visita, accolti, al loro arrivo, dal sindaco Francesco Martines e la vicesindaco Adriana Danielis.

Appuntamento quindi domenica pomeriggio, 25 febbraio, alle 14 e alle 15.30 davanti alla polveriera Garzoni, struttura militare di inizi ottocento, realizzata da Napoleone Bonaparte per fungere da deposito e magazzino delle polveri. La mostra era infatti ospitata all’interno di quest’edificio storico che ha aggiunto valore all’esposizione stessa, accogliendola in uno spazio sobrio e raccolto, ma rivisitato per l’occasione. L’allestimento ha infatti posto sullo sfondo delle icone in mostra un fondo amaranto che permette di far risaltare i colori caldi delle icone, i toni dei marroni, dei gialli, dell’oro.

NoiMv, la bellezza delle icone russe in un viaggio dedicato ai nostri lettori


Solo due opere sono state posizionate su un fondo bianco, e non a caso: si tratta dei due unici lavori di arte contemporanea presenti nell’esposizione. Guidati dalla passione della responsabile dell’ufficio cultura Gabriella Del Frate, i lettori del Messaggero Veneto hanno potuto compiere un viaggio nell’arte e nella fede. Comprendere l’icona senza una di queste due dimensioni significa infatti averne un’immagine affascinante, ma parziale.

«Lo scrittore di icone – ha spiegato infatti la guida – era innanzitutto un monaco, un uomo di fede che, prima di iniziare la propria opera, si raccoglieva in preghiera e osservava il digiuno degli occhi, per liberare la mente e prepararla ad accogliere soltanto l’immagine spirituale». E per l’uomo di fede che guarda l’icona essa funge da tramite tra l’umano e il divino. Ma l’icona è anche un’opera d’arte e Del Frate ne ha svelato alcuni dettagli come l’accurata preparazione della tavola sulla quale l’icona è dipinta (in legno di tiglio solitamente), il valore simbolico dei colori utilizzati, i pennelli adoperati, le tipologie di icone presenti (quelle dedicate al Cristo, quelle incentrate sulla figura della Madre di Dio, quelle focalizzate sui santi e i martiri), il loro mutare nel tempo, pur all’interno di una tradizione osservata con molta attenzione, per accogliere un leggero alito di vento barocco che soffiava da occidente…

Un percorso attraverso le immagini realizzate tra il XVII e XVIII secolo provenienti dal Museo d’arte e di cultura russa Andrey Rublëv e dal Museo Privato dell’Icona Russa. Un cammino culminato davanti a due capolavori di epoca più recente: l’opera di uno dei massimi esponenti dell’avanguardia russa Vladimir Tatlin e la scultura contemporanea di Dmitrij Gutov, due interessantissimi esempi di come l’arte dell’icona possa arrivare a influenzare altre modalità espressive, di epoche ben diverse.

Si sono soffermati a lungo i nostri lettori davanti a queste immagini, in una mostra che è stata possibile grazie all’iniziativa della Fondazione Aquileia, del Comune di Palmanova, con le Ambasciate della Federazione Russa presso la Santa Sede e presso il Quirinale, con il sostegno del mecenate Mikhail Abramov. La mostra si è chiusa ieri registrando oltre settemila presenze.

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