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San Giorgio accoglie la libreria del poeta nella Biblioteca d’autore

Sabato alle 10.30 a villa Dora s’inaugura il Fondo a lui intitolato Duemila testi poetici, quattromila volumi e i dipinti di Zigaina

Luciano Morandini inseguiva la poesia sperando che, prima o poi, gli restasse almeno una piuma in pugno. Lo confessò lui stesso in un giorno straordinario, l’11 settembre 2005, quando ventidue poeti friulani diedero vita a Villacaccia a una maratona organizzata da Pierluigi Cappello. «Ho cominciato ad amare la poesia durante gli anni del ginnasio» aggiunse parlando con quel suo tono educato, colto, pacato, dopo essere arrivato nel cortile dei Colonos assieme a Tito Maniacco, Elio Bartolini, ...

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Luciano Morandini inseguiva la poesia sperando che, prima o poi, gli restasse almeno una piuma in pugno. Lo confessò lui stesso in un giorno straordinario, l’11 settembre 2005, quando ventidue poeti friulani diedero vita a Villacaccia a una maratona organizzata da Pierluigi Cappello. «Ho cominciato ad amare la poesia durante gli anni del ginnasio» aggiunse parlando con quel suo tono educato, colto, pacato, dopo essere arrivato nel cortile dei Colonos assieme a Tito Maniacco, Elio Bartolini, Novella Cantarutti e ad altri grandissimi di un mondo che ormai non c’è più. E disse ancora: «Prima di tale scoperta, senza accorgermene, sostavo a lungo sull’Enciclopedia dei ragazzi Mondadori, tra le pagine che parlavano di poesia. Conquistato da quel misterioso pianeta, con parole così diverse da quelle incontrate nei libri scolastici. Parole che mi incantavano. Le leggevo e rileggevo, per riascoltare la misteriosa emozione. Dopo, al liceo Stellini di Udine, precipitato là da San Giorgio di Nogaro, paese d’acque e verde, poche parole mi turbinarono subito in mente: Chiare fresche e dolci acque...».

Udine e San Giorgio, dunque, sono i punti di riferimento nella vita e nell’opera di Morandini che li aveva anche definiti in modo preciso parlando di Udine come di un “non luogo” mentre San Giorgio era la “città invisibile” da portare nel cuore, in qualche angolo remoto dentro di sé. Città considerata archetipo della invisibilità perché, spiegava, «dietro la città che si vede ce n’è sempre una che non si vede ed è invece quella che conta davvero».

Per Morandini, San Giorgio era un piccolissimo punto nel globo, che aveva continuato a nutrire la sua coscienza, la sua fantasia, alimentandole con immagini antiche, con colori soffusi e suoni, come lo stormire delle foglie, lo scrosciare vigoroso di tante fontane e i rintocchi delle campane nello scandire un tempo indefinibile. Quel piccolo approdo lasciava in Morandini come traccia perenne la sua effigie: a cavallo, lancia in resta, contro il drago. «Ho sempre pensato a San Giorgio che caccia qualche mostro sfuggito agli abissi della terra - spiegava il poeta -. Nella mia memoria l’accompagna l’apparizione di una donna vestita di nero, con occhi che sembrano esprimere le afflizioni del mondo. Quando sono là, a San Giorgio, mi scivola giù, davanti agli occhi, sovrapponendosi alla realtà, uno schermo bianco con le impronte remote di quanto mi ha dato. Rappresentano la ricchezza che gli devo. Poesia compresa».

Questo era Luciano Morandini, nato nel 1928 e scomparso il 15 settembre 2009, intellettuale che partecipò attivamente alla vita culturale e politica con ruoli di forte impegno come quando negli anni Cinquanta si accostò alla rivista “Momenti”, punto di incontro fra i nostri scrittori e i quelli nazionali; oppure come quando divenne capogruppo comunale del partito socialista al posto di Loris Fortuna, eletto in Parlamento. Autore di romanzi, saggi, numerosi articoli, cercava sempre la risposta a ogni eventuale scacco rivolgendosi alla amata poesia. E proprio nella bellissima Casa della poesia, annessa a Villa Dora, sede della biblioteca di San Giorgio di Nogaro, sabato, alle 10.30, sarà inaugurata la “Biblioteca d’autore Luciano Morandini”, che riunisce duemila opere di poesia e critica letteraria donate dallo scrittore alla “città invisibile” assieme a 4 mila volumi della biblioteca personale. Questa dotazione è stata catalogata di recente con fondi comunali e costituisce parte del più ampio “Fondo Morandini” comprendente pure grafiche e dipinti di grandi autori (Anzil, Zigaina, Basaldella...) e i suoi “libri d’artista”. Per Luciano sarà uno straordinario ritorno a casa, grazie a un atto d’amore voluto da tutta San Giorgio, dove poter riscoprire la verità, la dolcezza e la memoria dei luoghi.

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