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Arte e laboratori: cinque spettacoli per dare voce ai paesi di confine

Da oggi e fino all’11 agosto nei luoghi più distanti e difficili da raggiungere Il tour parte da Lase alle 18 poi toccherà altre 4 località

I luoghi più difficili da raggiungere, troppo distanti o troppo piccoli diventano perfetti per ospitare il Microfestival, un laboratorio di arti performative e relazionali, una tournèe in piena regola che racconta e dà voce ai territori del paesaggio montano di confine del Fvg. Il tour partirà oggi da Lase (Drenchia), alle 18, alla piazza del paese. Il giorno seguente la tappa sarà Taipana, l’appuntamento, alla stessa ora, è alla piazza della chiesa. Giovedì 9, a Lusevera, sempre alle 18, pa ...

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I luoghi più difficili da raggiungere, troppo distanti o troppo piccoli diventano perfetti per ospitare il Microfestival, un laboratorio di arti performative e relazionali, una tournèe in piena regola che racconta e dà voce ai territori del paesaggio montano di confine del Fvg. Il tour partirà oggi da Lase (Drenchia), alle 18, alla piazza del paese. Il giorno seguente la tappa sarà Taipana, l’appuntamento, alla stessa ora, è alla piazza della chiesa. Giovedì 9, a Lusevera, sempre alle 18, partenza dall’osteria Bar Do - Nova Coop. Venerdì 10, a Dordolla, sempre in piazza, sempre alle 18. Per finire, sabato 11 agosto, a Prato Carnico, dalle 18 alle 23, partenza dalla piazzetta con la fontana.

L’idea è nata a 26 artisti, che si sono incontrati e hanno dato forma a cinque performance artistiche dando vita al Microfestival in meno di una settimana. «É stato interessante vedere come ogni gruppo si sia relazionato con ciascun paese. Come siano andati alla ricerca di storie che potessero ispirarli e che potessero meglio far capire l’anima di questi luoghi» hanno spiegato Andrea Collavino, che si è occupato della supervisione artistica e Matteo Carli, del Gruppo ZeroIdee, ideatore del progetto.

Alla base del c’era la volontà di avere per ciascuna località una persona che facesse “da ponte” fra gli abitanti e gli artisti arrivati da fuori. «L’obiettivo finale – hanno spiegato - era quello trasmettere la conoscenza oltre che creare delle relazioni. E ha funzionato grazie al contributo dell’associazione culturale Kobilja Glava di Drenchia, del Cenacolo dei Teatranti diTaipana, de La Cort dai gjats di Dordolla, dei Makacos di Prato Carnico, e dell’associazione ex-emigranti e del Centro ricerche culturali di Lusevera». Insomma è stata un’invasione artistica che gli abitanti hanno apprezzato. C’è stato anche il lavoro di contaminazione: ciascuno ha portato il proprio contributo (gli artisti arrivano da diversi Paesi del mondo, i più lontani da Cile e Canada) e tutti si sono messi in gioco. —