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Clauzetto rende omaggio a Italo Zannier il maestro del neorealismo in fotografia

artista e criticoGuglielmo Zisa Clauzetto, il comune “Balcone del Friuli” rende omaggio a uno dei suoi figli più autorevoli. Sarà inaugurata domani, sabato, alle 17. 30, al castello Ceconi di...

artista e critico

Guglielmo Zisa

Clauzetto, il comune “Balcone del Friuli” rende omaggio a uno dei suoi figli più autorevoli. Sarà inaugurata domani, sabato, alle 17. 30, al castello Ceconi di Pielungo di Vito d’Asio, alla presenza dell’autore, la mostra “Italo Zannier fotografo dall’architettura spontanea” . Un omaggio che la neonata associazione culturale Pieve d’Asio, in sinergia con Graphistudio Arba, ha inteso rendere al professor Zannier, fotografo e storico della fotografia, dal 2015 c ...

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Guglielmo Zisa

Clauzetto, il comune “Balcone del Friuli” rende omaggio a uno dei suoi figli più autorevoli. Sarà inaugurata domani, sabato, alle 17. 30, al castello Ceconi di Pielungo di Vito d’Asio, alla presenza dell’autore, la mostra “Italo Zannier fotografo dall’architettura spontanea” . Un omaggio che la neonata associazione culturale Pieve d’Asio, in sinergia con Graphistudio Arba, ha inteso rendere al professor Zannier, fotografo e storico della fotografia, dal 2015 cittadino onorario di Clauzetto, suo paese d’origine.

Come sottolineato da Vieri Dei Rossi, promotore dell’iniziativa nonché fondatore del sodalizio nato con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il territorio dell’antica pieve d’Asio (da cui il nome), attualmente nei comuni di Clauzetto e Vito d’Asio, in tutti i suoi aspetti, la mostra prevede l’esposizione di foto tratte dal volume pubblicato da Italo Zannier nel 1971, “Una casa è una casa”, riedito nel 2016 da Quinlan, editrice specializzata in fotografia, con l’aggiunta di una dozzina di inediti.

Le foto ritraggono il Friuli che va da San Francesco nella Val d’Arzino a Erto e Casso, colto prima del terremoto, in immagini che ritraggono la scabra bellezza delle case e dei loro interni, testimonianza unica che tramanda la memoria della straordinaria architettura spontanea di quei luoghi, in gran parte perduta nel sisma del 1976. Luoghi familiari al professor Zannier, classe 1932, che dopo aver intrapreso studi di architettura e di pittura, si è dedicato alla fotografia (dal 1952) e alla storia della fotografia (dal 1954).

Tra i fondatori del Gruppo friulano per una nuova fotografia (1955), interessato a ricerche sociologiche e ambientali, ha lavorato dapprima in Friuli (1952-65) e successivamente su tutto il territorio nazionale, dedicandosi in particolare alle coste e ai monti (1967-76). Si è impegnato nell’insegnamento universitario dal 1971, ha collaborato con diverse riviste e curato i periodici “Fotologia” e “Fotostorica”. Insignito di varie onorificenze, è membro della Société Européenne d’historie de la photographie e ha ricevuto nel 2004 la laurea honoris causa in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Udine. Ha collaborato a diverse esposizioni internazionali e pubblicato numerosi saggi e fotolibri.

Sottolinea il critico fotografico Roberto Maggiori, che di “Una casa è una casa” è il curatore dei testi: «L’esposizione comprende inoltre alcune fotografie vintage che integrano quanto pubblicato in “Una casa è una casa”, anche in questo caso si tratta di immagini dedicate alle zone pedemontane del Friuli, ed è proprio questa la produzione fotografica fondamentale di Italo Zannier che ha ispirato, seppur in sordina, successive generazioni di fotografi».

L’inaugurazione sarà preceduta da una conferenza di Italo Zannier, con la presenza dello stesso Maggiori.

La mostra proseguirà nei giorni seguenti, con apertura dal 12 al 16 agosto, dalle 10. 30 alle 18. 30. –