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Il poeta delle Giulie serata sul Crostis per ricordare la lirica di Zanier

Al Chiadinas il reading omaggio di Massimo Somaglino e Gianpaolo Gri al cantore  di Maranzanis di Comeglians scomparso nel 2017 a 82 anni

COMEGLIANS

Le montagne di un poeta-narratore e quelle di un alpinista dimenticato, recentemente riscoperto e valorizzato per le sue esplorazioni nelle Alpi Giulie in quanto erede di Julius Kugy. Il programma di “Parole in rifugio” offre un weekend denso di memoria e storia, con due appuntamenti nel cuore delle Alpi Carniche e Giulie.

È dedicato a Leonardo Zanier l’appuntamento di domani al rifugio Chiadinas (alle 18), in posizione panoramica sotto la dorsale del Monte Crostis, con il reading o ...

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Le montagne di un poeta-narratore e quelle di un alpinista dimenticato, recentemente riscoperto e valorizzato per le sue esplorazioni nelle Alpi Giulie in quanto erede di Julius Kugy. Il programma di “Parole in rifugio” offre un weekend denso di memoria e storia, con due appuntamenti nel cuore delle Alpi Carniche e Giulie.

È dedicato a Leonardo Zanier l’appuntamento di domani al rifugio Chiadinas (alle 18), in posizione panoramica sotto la dorsale del Monte Crostis, con il reading omaggio di Massimo Somaglino e Gianpaolo Gri al poeta di Maranzanis di Comeglians, scomparso nel 2017 a 82 anni. È una prima Libars di scugnî là - Friulani, migranti immemori - questo il titolo del reading - e riprende una silloge di liriche di Zanier per raccontare l’emigrazione in chiave attuale, attraverso alcune poesie scelte da Gri e lette da Somaglino. Si passerà dall’incontro didattico nato nel 1972-73 con i ragazzi delle scuole medie di Fagagna, che instaurarono con Zanier un filo diretto per trattare l’emigrazione, allo sviluppo formale delle sue poesie con la progressiva importanza data al suono delle parole, per approdare al tema contemporaneo dell’immigrazione (i “Cramars marochins”).

Dalle parole si passa alle immagini, quelle del film di Flavio Ghio con regia di Giorgio Gregorio “Domandando di Dougan” in proiezione domenica (alle 18) al rifugio Divisione Julia, a Sella Nevea. Il triestino Vladimiro Dougan fu discepolo prediletto di Julius Kugy. «Una parte di me», lo definì l’esploratore. «Se fossi il re delle Giulie, lui dovrebbe essere il principe ereditario. Quando non sono potuto più andare in montagna, ha proseguito, nel mio senso, l’esplorazione alpinistica delle Giulie. I più grandi problemi li ha risolti lui».

La figura dell’alpinista è stata dimenticata, ma recentemente, subito dopo l’uscita del film (a gennaio) sono riemersi in un’asta pubblica dei preziosi diari di Dougan che attendono di essere esplorati. Sono stati acquistati dalla Società alpina delle Giulie di Trieste. —