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La leggenda di Carnera: attraverso parole e canzoni vita e successi del campione

PORDENONEOmaggio a Carnera nell’Estate a Pordenone oggi alle 20.30 nel convento di San Francesco con “Ogni pugno è una scommessa”, reading musicale che si avvale delle narrazioni di Valerio Marchi...

PORDENONE

Omaggio a Carnera nell’Estate a Pordenone oggi alle 20.30 nel convento di San Francesco con “Ogni pugno è una scommessa”, reading musicale che si avvale delle narrazioni di Valerio Marchi (ideatore del progetto) e Alessandra Pergolese, delle voci del trio Kalliope (Michela Franceschini, Rossella Zarabara e Chiara Di Gleria) e delle musiche di Maurizio De Marchi. In scena la vita e la carriera - tra ascesa e declino, vittorie, delusioni e sconfitte - di Primo Carnera, unico italiano ...

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PORDENONE

Omaggio a Carnera nell’Estate a Pordenone oggi alle 20.30 nel convento di San Francesco con “Ogni pugno è una scommessa”, reading musicale che si avvale delle narrazioni di Valerio Marchi (ideatore del progetto) e Alessandra Pergolese, delle voci del trio Kalliope (Michela Franceschini, Rossella Zarabara e Chiara Di Gleria) e delle musiche di Maurizio De Marchi. In scena la vita e la carriera - tra ascesa e declino, vittorie, delusioni e sconfitte - di Primo Carnera, unico italiano a conquistare il titolo mondiale dei pesi massimi, il 29 giugno 1933 al Madison Square Garden di New York, raccontate attraverso parole e note: da canzoni come quella di Goran Kuzminac del 2006 (dal cui testo è tratto il titolo della rappresentazione) “Primo di Sequals” a “Carnera” di Federico Goglio, in arte Skoll, del 2013 fino a motivi degli anni Trenta come “Dai Carnera!” , “Evviva Carnera” e altre canzoni della sua epoca.

Le parole sono quelle dei giornali, uno sguardo dall’esterno, che si intreccia con lo sguardo interno tratto dai suo memoriale.

E attraverso le sue vicende personali si aprono spaccati sulla tra l’inizio del Novecento e gli anni del “boom”. Si troverà l’America, colpita dalla crisi del 1929 e già desiderosa di rinascere, che si emozionava per l’ascesa di Primo Carnera e per quel suo essere, nell’immaginario comune, a metà fra l’umano e il sovrumano, ma anche l’incarnazione del povero emigrante che, attraverso enormi sacrifici e contro ogni previsione, scalava la vetta del pugilato e della fama mondiale, prima del declino sportivo e di nuove, straordinarie vicende. Si troverà il fascismo che cavalcò il mito di Carnera. Si troveranno quei valori della società contadina friulana, che Carnera aveva sempre serbato nel cuore, tanto che, malato, scelse di tornare nella sua Sequals per morire.

Autentico fenomeno di massa si cimentò nel cinema, a teatro, in televisione, nella pubblicità, e divenne persino un fumetto), Primo di Sequals era l’Uomo più forte del mondo, la Montagna che cammina, il Gigante buono e tenero e generoso, oltre che comunicativo e ironico, lo era davvero. —