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Christiane riscopre le sue radici e Gemona le dedica una serata

viaggio sciamanicoCarlo GaberscekAttrice francese di teatro, cinema e televisione, Christiane Rorato riscopre le sue radici friulane grazie a un libro di Carlo Ginzburg, “Les batailles nocturnes”...

viaggio sciamanico

Carlo Gaberscek

Attrice francese di teatro, cinema e televisione, Christiane Rorato riscopre le sue radici friulane grazie a un libro di Carlo Ginzburg, “Les batailles nocturnes” (1980), che le rivela la terra dei suoi antenati, facendole conoscere un Friuli antico, affascinante, straordinariamente ricco di tradizioni, riti, figure enigmatiche come i Benandanti, coloro che, “nati con la camicia”, erano ritenuti in grado di possedere poteri per lottare contro il male, a benef ...

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Carlo Gaberscek

Attrice francese di teatro, cinema e televisione, Christiane Rorato riscopre le sue radici friulane grazie a un libro di Carlo Ginzburg, “Les batailles nocturnes” (1980), che le rivela la terra dei suoi antenati, facendole conoscere un Friuli antico, affascinante, straordinariamente ricco di tradizioni, riti, figure enigmatiche come i Benandanti, coloro che, “nati con la camicia”, erano ritenuti in grado di possedere poteri per lottare contro il male, a beneficio della comunità. Inizia così per la Rorato un rapporto intenso con il Friuli che, dopo un lungo e appassionato lavoro di indagine e ricerca nel variegato ambiente culturale friulano, porta alla creazione di un lavoro cinematografico: “Guerrieri della notte, sulle orme dei Benandanti” (2003), realizzato dal Cec di Udine, con la collaborazione di Fabiano Rosso, e da Prélude Média di Parigi, con il concorso della Regione Friuli Venezia Giulia. Il documentario sarà proiettato dalla Cineteca del Friuli al Cinema Sociale di Gemona domani, mercoledì 12 settembre alle 21, nel corso di una serata dedicata alla Rorato, che sarà presente per dialogare con il pubblico. Christiane Rorato non è solo la regista dell'opera, ma anche la protagonista di un vero e proprio percorso iniziatico, un viaggio “sciamanico”, che, partendo da Rivignano, dove era nato suo padre (emigrato in Francia da giovanissimo) e dove sua bisnonna era conosciuta come guaritrice, attraversa tutto il Friuli fino alle montagne della Carnia. Con questo documentario, che l'autrice preferisce definire “film”, si apre un nuovo capitolo nella vita sua spirituale e professionale. Infatti negli anni successivi si dedica con grande passione e impegno ad altri lavori filmici sulla nostra terra, diventando a pieno titolo una regista “friulana”, sempre attenta a cogliere, con un uso intelligente e capace del mezzo cinematografico, i rapporti tra il passato e il presente, come nel caso di “L'angelo del castello” (2013), che pure sarà proiettato e che racconta il restauro della statua dell'Arcangelo Gabriele sul campanile della chiesa di S. Maria del Castello di Udine. Alta cinque metri, con un peso di 500 kg, la statua dell'Arcangelo, realizzata nel 1777 dai fratelli Vincenzo e Tiziano Vallani, scultori e fonditori di Maniago, costituita da un'intelaiatura in ferro rivestita da lamina di rame dorato, dopo più di due secoli era in pessime condizioni di conservazione e aveva perso la sua funzione anemoscopica (che indica la direzione del vento). Il video propone quindi una interpretazione, attraverso gli occhi e la sensibilità della regista, delle lunghe fasi di restauro della gigantesca statua fino alla restituzione dell'originario splendore. —