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Pordenone La città dipinta

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Dal 26 agosto al 15 ottobre 2017 presso Galleria Henry Bertoia da giovedì a domenica ore 16-19; domenica mattina anche ore 10-12 «Pordenon è bellissimo, pieno di caxe, con una strada molto longa, si entra per una porta e si ensse per l'altra va in longo» Marin Sanudo (Venezia 1466 – 1536) Un racconto con immagini e parole per descrivere i due corsi storici di Pordenone, che sono stati e sono tutt’ora il fulcro identitaria della città. Le immagini sono disegnate a mano, a china e acquerello palazzo per palazzo, dall’architetto veneziano Pierfranco Fabris, le parole sono quelle dello studioso Fulvio Comin, che di 56 palazzi ricostruisce i tratti storici salienti. Questa è Pordenone La Città Dipinta, una mostra che racconta tramite pannelli esplicativi e una selezione dei disegni originali i 1964 metri del lato destro e del lato sinistro di quello che possiamo definire il Canal Grande di Pordenone: una affascinante ed emozionante passeggiata virtuale nella storia. Riprendendo, inoltre, la tradizione dei commercianti di collocare una sedia davanti ai propri negozi, in mostra ci sarà una sedia dal forte valore simbolico, omaggio a 100 famiglie, che con le loro storiche attività commerciali (alcune risalgono ai primi del Novecento) sono state - e in alcuni casi continuano a esserlo - punto di riferimento della comunità pordenonese. Organizzata da Comune di Pordenone e Biblioteca dell’Immagine, in collaborazione con Camera di Commercio, Ascom- Confcommercio Pordenone, Credit Agricole Friuladria, Rotary club Pordenone e Pordenonelegge, la mostra collocata al primo piano della Galleria Bertoia è un’anteprima dell’omonimo volume edito dalla stessa casa editrice, realizzato sulla falsariga di una analoga operazione editoriale già realizzata per il Canal Grande (con lo stesso artista Pierfranco Fabris a disegnare i 3.200 metri dello sviluppo longitudinale su entrambi i lati e 106 palazzi raccontati da Pier Alvise Zorzi), che avrà una esposizione gemella a Palazzo Cossetti a settembre. Se Pordenone storicamente è stata sia sotto il dominio veneziano, che quello asburgico, non v'è dubbio che architettonicamente sia figlia della Serenissima. In una saletta dedicata ci sarà una libreria dove si potranno trovare i tanti volumi che la Biblioteca dell’Immagine ha dedicato al territorio pordenonese, affidata alla gestione di Elena Villalta, giovane diplomata al liceo classico, vincitrice di un concorso indetto dal Rotary Club. Fulvio Comin è giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani prima di diventare responsabile provinciale, per anni, dell’edizione di Pordenone del “Messaggero Veneto”. Ha quindi prestato la sua attività professionale per l’Agenzia Ansa, il “Sole/24 ore” e poi per la Rai. è socio del Rotary Club di Pordenone di cui è stato presidente nell’annata 2005-2006. Ha pubblicato: “Storia dell’assistenza a Pordenone dal 1440 a oggi” con altri autori. Arte storia e ambiente nel Friuli Occidentale; Storia e storie di pordenonesi e due romanzi: Il volo della crisalide vincitore del premio letterario nazionale Città di Arona 2007; Viktor e il suo doppio. E poi Il “Sessantotto” del Mattiussi e con altri autori I piatti perduti. Ha scritto inoltre Storia di Pordenone e Storia di Maniago. Coniugato ha due figli. Vive e lavora a Pordenone. Nelle collane della Biblioteca dell'Immagine sono usciti “I Sanvitesi”, “Storia di Maniago”, “Storia di Pordenone”, “Storia di Andreis”, “Vajont, il giorno dopo”, “La Prima Guerra Mondiale nel Friuli Occidentale”. Pierfranco Fabris. Nato nel 1948 a Venezia dove vive e lavora. Ha esercitato la professione di architetto per quarant’anni fino al 2015 e da allora si dedica totalmente alla pittura e all’illustrazione. Ha nel corso degli anni presentato i suoi lavori in mostre personali e collettive. Per noi ha pubblicato “Venezia, il Canal Grande” con Pier Alvise Zorzi.
Informazione da: Pordenone With Love

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