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E il centro-destra si riprende Gorizia

Romoli sindaco al primo turno. Niente effetto cementificio: l’Unione vince a Cervignano

UDINE. La Cdl riconquista Gorizia dopo cinque anni di governo del centro-sinistra in quello che era lo scontro simbolo delle amministrative in Friuli Venezia Giulia, si prende Maniago dopo 10 anni, tiene Tarvisio e Lignano ma perde Grado. L’Unione conferma la sua roccaforte della Bassa nonostante il cementificio delle discordie e si assicura Cervignano, vince ad Aviano ma non ce la fa ad agguantare il ballottaggio nel capoluogo isontino. Nella notte, infatti, Ettore Romoli è certo di avercela fatta al primo turno dopo uno spoglio lentissimo, che all’una non era finito, e che ha fatto sudare freddo l’ex parlamentare di Fi. A due seggi (35 su 37) dalla fine dello scrutinio Romoli era al 50,94%. Nelle sezioni mancanti aveva totalizzato il 46%, il il 56%, per cui la vittoria era data per ipotecata. Ma verso le 19 Romoli è sceso sotto la soglia del 50% e ha visto allungarsi sulla corsa alla poltrona di primo cittadino lasciata libera da Vittorio Bracati – che il centro-sinistra non ha ricandidato – l’ombra di un difficile ballottaggio contro Andrea Bellavite, l’ex sacerdote schierato da Rc e alcune civiche, che ha totalizzato il 20,1%. Si piazza terzo Giulio Mosetti al 16,39%, più basso dell’Ulivo. Nella tornata amministrativa che ha visto 25 comuni della regione rinnovare sindaci e consigli comunali, le sorprese ci sono state. Su tutti e due i fronti. Restando nella provincia goriziana, due donne vincono a Sagrado e San Canzian d’Insonzo e la sinistra segna una vittoria della civica di Luciano Patat a Cormons con il 31,68% , staccando Mario Riz (30,51%) sostenuto da liste civiche di area centro-destra e l’Ulivo guidato da Danilo Canesin fermo al 24,22%. A Grado il Polo incassa la sconfitta nella roccaforte “aennina”, dove Silvana Olivotto stravince con il 52,19%. Mentre a Udine il centro-sinistra si tiene Cervignano, dove è stato confermato sindaco l’uscente Pietro Paviotti con il 51,91% contro Alberto Rigotto della Cdl (48,09%), nonostante le polemiche di queste settimane sul cementificio di Torviscosa e la frattura interna al centro-sinistra regionale che aveva fatto temere una flessione di voti. Ulivo e liste civiche non riescono invece nell’impresa di mettere in difficoltà gli avversari nella capitale balneare di Lignano Sabbiadoro, dove si conferma l’uscente Silvano Del Zotto con il 47,64% contro Stefano Trabalza, anche lui ex sindaco di Lignano ed ex azzurro, sostenuto però dagli ulivisti e fermo al 44,33%. Grande performance del centro-destra anche a Tarvisio, dove l’assessore provinciale di An Renato Carlantoni vince con il 54,93% sostenuto da una lista unica di Fi e An. Ottimo risultato per il leghista Stefano Mazzolini che incassa il 19,49% dei consensi, lasciando indietro il centro-sinistra di Enrico Toniutti, fermo al 15,72% e la civica di Janko Ehrlich (9,86%). Ora che Carlantoni succede a Franco Baritussio si apre il toto-assessore in Provincia di Udine e a prendere il suo posto in giunta dovrebbe essere l’attuale capogruppo Pierluigi Molinaro, anche se circola il nome dello stesso ex sindaco Baritussio. La Cdl vince pure a Manzano, dove già governava, con Lidia Driutti che supera il 62% e lascia indietro il candidato della Lega Ugo Di Mattia (20,75%) e Lucia Pagano del centro-sinistra (17,24%); si afferma a Buia dove Luca Marcuzzo supera il 68,93% e sconfigge Claudio Taboga (31,07%) e a Tricesimo dove Andrea Mansutti si piazza al 62,89% contro Daniele Cipriani (37,11%). Il centro-sinistra strappa invece Arta Terme ed elegge Martino Peresson con il 44,62% contro Giovanni Battista Somma (41,79%), così come a Preone vince Andrea Martinis (64,25%). A Pocenia, infine, passa la civica di Danilo Bernardis e a Bordano il candidato unico Gianluigi Colomba con qualche brivido supera il quorum del 50% degli elettori. Nel Pordenonese, guardando al solo risultato numerico – quattro sindaci al centro-destra (Maniago, Casarsa, Prata e Azzano) e altrettanti al centro-sinistra (Aviano, Cimolais, Clauzetto e Vito d’Asio) – sembrerebbe che non è cambiato nulla, ma nelle valutazioni e nei commenti è il centro-sinistra a segnare il passo. A sorpresa, infatti, ha perso Maniago, dove Alessio Belgrado, della Cdl, ha superato di quasi 15 punti la rappresentante dell’Ulivo, Annamaria Poggioli. E’ anche vero che ha conquistato Aviano, con Stefano Del Cont Bernard, ma di misura sull’uscente Riccardo Berto, in un contesto dove la Cdl si era divisa in quattro e Forza Italia non era riuscita a presentare il proprio simbolo. Altro elemento rafforzativo del vantaggio del centro-destra è Casarsa, dove ha vinto con quasi il 50 per cento il forzista Angioletto Tubaro, sull’aggregazione civica di Fernando Agrusti e sul centro-sinistra di Paolo Lamanna. Il sindaco uscente, Claudio Colussi, in campagna elettorale si era schierato con Cittadini per il presidente in appoggio ad Agrusti, spostandosi verso Intesa democratica. Netta ad Azzano Decimo la vittoria del sindaco anti-burqa Enzo Bortolotti sul consigliere regionale Paolo Panontin, appoggiato anche da buona parte del centro-sinistra. Per quanto riguarda gli altri Comuni, Nerio Belfanti (Cdl) è stato riconfermato
a Prata, mentre i comuni montani di Cimolais (Rita Bressa) e Clauzetto (Giuliano Cescutti) sono andati al centro-sinistra. Dei Ds il riconfermato sindaco di Vito d’Asio, Vincenzo Manelli, ma nella lista c’è anche An, a dimostrazione che nelle piccole realtà il colore politico conta ben poco.

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