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Turismo, crollano le presenze negli hotel

Si è passati da 148 mila 792 pernottamenti del ’98 a 112 mila 231 dello scorso anno. Calano soprattutto gli stranieri. In 9 anni la flessione è stata del 25 per cento. La crisi riguarda i trasferimenti per lavoro

Pordenone troppo attenta alla produzione rispetto al turismo? Il giudizio del direttore di Turismo Fvg, Josep Ejarque, trova conferma nei dati. Se negli ultimi nove anni il capoluogo ha visto aumentare gli arrivi del 10 per cento, i pernottamenti si sono ridotti del 25 per cento, in particolare quelli degli stranieri.

Un quadro non certo esaltante, per la ricettività alberghiera del capoluogo di provincia, quello che emerge dai dati dell’Agenzia Turismo Fvg, diretta dallo spagnolo Josep Ejarque, conosciuto per aver rilanciato Barcellona, diventata una delle mete preferite nel Mediterraneo. Se dal ’98 al 31 dicembre dello scorso anno, gli arrivi, ovvero le presenze per almeno una notta negli alberghi della città sono aumentati del 9,95 per cento (passando da 45 mila 299 a 49 mila 808), si è registrata una drastica e costante riduzione dei pernottamenti. In questo caso si è passati da 148 mila 792 notti l’anno passate nelle strutture ricettive a 112 mila 231, con una flessione del 24,57 per cento.

L’aspetto più sconsolante è rappresentato dalla contrazione delle presenze di stranieri che, oltre a essere diminuiti di numero, hanno anche tagliato i pernottamenti. Nel ’98 si erano registrate 20 mila 32 presenze individuali, scese a 18 mila 82 al 31 dicembre scorso. Ma sono il numero di notti trascorse a segnare una contrazione preoccupante: le presenze negli alberghi erano 92 mila 765 nel ’98 e si sono praticamente dimezzate a 49 mila 434 (meno 47 per cento). Diverso il caso degli italiani: gli arrivi sono passati da 25 mila 267 del ’98 a 31 mila 726, come pure i pernottamenti sono passati da 56 mila 27 a 62 mila 797, un dato che però non è riuscito a controbilanciare la flessione degli stranieri. L’anno più redditizio del periodo considerato è stato il ’99, quando si sono registrate 162 mila 181 presenze, delle quali 113 mila 163 di stranieri.

Dinamiche che stanno a dimostrare come il turismo – almeno quello rilevato dalle statistiche ufficiali dell’agenzia regionale – sia ancora un frutto acerbo per il capoluogo di provincia e concentrato per alcune manifestazioni come le Giornate del cinema muto. Inoltre appare evidente come sia entrato in crisi il turismo business, collegato al forte radicamento imprenditoriale della provincia di Pordenone. Chi viene in città per lavoro, in sostanza, lo fa in maniera più sporadica rispetto al passato e, inoltre, la permanenza viene ridotta nel tempo per risparmiare sui costi.

Tutto ciò nonostante il contributo aggiuntivo che è stato fornito da eventi come Zow, in Fiera, che riempiono tutte le camere d’albergo. Diversa l’analisi per quanto riguarda gli italiani, che viene condizionata da molteplici fattori che giustificono gli arrivi, anche sporadici, come gli incontri tra amanti.

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