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Ritorna una manifestazione capace di coagulare l’impegno di tanti paesi attorno a un grande progetto culturale Apertura in duomo a Tolmezzo: la “Messa da requiem” di Verdi con Coro e Orchestra del Sofia festival diretti da Paroni

Carniarmonie, la musica che unisce

La XVI edizione dal 9 luglio al primo settembre

La cultura e, nel nostro caso, la musica riescono là dove spesso il mondo della politica fallisce, o almeno arranca. In questo senso il troi tracciato da Carniarmonie 16 anni fa è diventato un sentiero battuto, amato e protetto, frequentato sempre più, diventando oggi un vanto della montagna friulana: perché questo festival è riuscito a mettere assieme quasi tutti i Comuni del comprensorio per un progetto univoco di ampio respiro, è riuscito ad assicurare alle proposte di turismo una spalla fondamentale e, al contempo, ha contribuito a valorizzare tanti bei luoghi di pregio storico e artistico della Carnia. Quella lezione è stata mandata e memoria e fatta fruttare, così oggi con orgoglio anche chi l’ha sostenuta (in primis Regione, Provincia e Comuni, nonché privati come Banca di Cividale, Fondazione Crup ed Eurotech) può esprimere gratitudine a chi ha avuto questa straordinaria visione d’insieme, assicurandogli ulteriore appoggio per le prossime edizioni. Insomma, un successo garantito, com’è stato ribadito ieri nel corso della presentazione nella sede udinese della Regione. Tutti hanno evidenziato come Carniarmonie sia stata di straordinario stimolo alla partecipazione della singole comunità, finalmente unite attorno a un progetto di alta qualità, ma anche come questo progetto si sia esteso nel territorio, toccando negli ultimi anni anche la Valcanale e il Canal del Ferro, innestandosi inoltre nella gemellata stagione austriaca Via Iulia Augusta Musik, per un totale di 36 concerti (nuovo record) che dal 9 luglio al primo settembre (evitando intelligentemente sovrapposizioni con altre stagioni) richiamerà senz’altro un folto pubblico nelle tante belle località chiamate a ospitare questa edizione. L’apertura sarà memorabile: la cooperativa Diapason ha realizzato un vero e proprio evento in collaborazione con il Comitato San Floriano di Illegio e con l’Associazione musicale della Carnia proponendo il 9 luglio nel Duomo di Tolmezzo la Messa da requiem di Verdi. Ne saranno protagonisti solisti, coro e orchestra del Sofia festival, istituzione prestigiosissima (fondata dal mitico Emil Chakarov) e diretta in questo caso da un talento friulano come il maestro Paolo Paroni. Restando nel settore orchestre, arriveranno anche i Solisti Veneti, la Siglo XXI e la Moscovia chamber. E poi solisti di lusso come Mario Brunello e Andrea Lucchesini, ormai grandi amici della nostra terra. E infine – come ha sottolineato il maestro Claudio Mansutti, direttore artistico della manifestazione – non ascolteremo soltanto musica orchestrale o cameristica, ma anche preziosi recital organistici, momenti dedicati alla grande vocalità (con Annamaria Dell’Oste, Sonia Dorigo e Isabella Comand), al jazz (la prima volta di Scott Henderson, il nuovo lavoro orchestrale di Kenny Wheeler e Glauco Venier) e alla musica klezmer. Ogni progetto di successo, si sa, è risultato del lavoro di una grande squadra. E Carniarmonie, in questo senso, ha davvero una grande squadra alle spalle. Parola di Ivano Marsilio, assessore regionale alla montagna e carnico doc di Sutrio: «Questo è un progetto culturale importante, che ha saputo mettere insieme tante piccole realtà della Carnia, le ha convinte a costruire una strategia comune che significa promuovere sì la cultura, ma anche la gente, le bellezze storiche e artistiche e quindi il turismo. Un risultato esemplare, che adesso diventa anche modello transfrontaliero. Ne siamo tutti fieri». «Fare cultura in Carnia non è mai stato facile – ha aggiunto Sergio Cuzzi, sindaco di Tolmezzo, Comune capofila del progetto –, ma questo è il modo giusto per affrontare il problema della crescita cutlurale (e non solo) della nostra montagna: con un progetto omogeneo e coinvolgente si possono fare cose di grande qualità. In 15 anni lo abbiamo dimostrato. E le adesioni crescono ancora. Personalmente, sono riconoscente a tutti coloro che hanno organizzato e a tutti coloro che in questi anni hanno sostenuto Carniarmonie». In perfetta sintonia anche il presidente della Comunità montana Lino Not, il quale ha rimarcato la «fondamentale valenza turistica del festival, che permette di far (ri)scoprire luoghi storici e artistici di pregio grazie alle location scelte per i concerti. Il record di partecipazione da parte dei Comuni conferma che questa è la strada da seguire». Dello stesso parere gli assessori di Ovaro Mario Sopracase e di Paularo Andrea Colussa, intervenuti all’incontro. Ma è importante anche il sostegno economico di partner come come Eurotech (azienda leader per l’innovazione tecnologica che ha sede proprio in Carnia) e come la Banca di Cividale, il cui presidente Lorenzo Pelizzo, ha giustamente rivendicato il pionieristico ruolo che l’istituto di credito
ha avuto nella crescita culturale del Friuli Venezia Giulia. «Ora dobbiamo coordinare ancora meglio le tante manifestazioni estive – ha concluso –, al fine di offrire sempre più occasioni di cultura alla nostra gente e ai nostri ospiti. Carniarmonie è uno dei gioielli che metteremo in vetrina».

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