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Dopo Gianluca, morto anche il nonno

Lo schianto sulla Pontebbana. Migliorano il conducente (lo sfortunato padre del piccolo spirato subito dopo l’uscita di strada) e l’amico di famiglia. Grazio Napolitano è deceduto ieri nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Udine dopo aver invano lottato per la vita

Si è aggravato il bilancio dell’incidente che, nella notte tra venerdì e sabato, era già costata la vita a Gianluca Napolitano, 11 anni, di Aviano. All’ospedale di Udine è morto anche Grazio Napolitano, 72 anni, nonno della giovanissima vittima. Le sue condizioni erano apparse subito gravi, determinando il ricovero d’urgenza nel nosocomio friulano. Ieri mattina il decesso. L’incidente era accaduto alle 2.30 della notte fra venerdì e sabato sulla Pontebbana a Codroipo. Nella Lancia Fedra condotta da Gilberto Napolitano, 42 anni, papà di Gianluca, sedevano Andrea Bonato, 36 anni di Roveredo, e, dietro, Grazio Napolitano e il ragazzino di 11 anni. I quattro tornavano dalla Slovenia, dove Gilberto Napolitano e Bonato avevano fatto da arbitri a un incontro di boxe. Per cause in corso di accertamento, la monovolume è uscita dalla sede stradale andando a sbattere contro un platano, da dove è stata rimbalzata al centro della carreggiata. Ai soccorritori le condizioni di Gianluca, trovato privo di sensi incastrato tra i sedili, erano apparse subito disperate. Vana la successiva corsa all’ospedale. Erano state giudicate preoccupanti anche le condizioni del nonno, ricoverato d’urgenza a Udine: ieri mattina anche lui è morto, lasciando ulteriormente straziata la famiglia. Migliorano, invece, le condizioni degli altri due feriti. Grazio Napolitano era originario di San Nicola di Gallipoli. Come molti giovani pugliesi, alla metà degli anni ’50 era emigrato in Germania. Qui aveva conosciuto Carlotta Canova, di San Leonardo Valcellina. Agli inizi degli anni ’60, la coppia aveva deciso di tornare in Italia. Avevano intuito le potenzialità economiche dell’arrivo ad Aviano degli americani e avevano aperto il Garden (dove poi sarebbe stato aperto il cinema Giardino), locale con le classiche porte da saloon, dove proponevano pizza e hamburger. Grazio, nel frattempo, era stato raggiunto anche dai fratelli, dalla sorella e dai genitori, mentre la famiglia si era allargata con l’arrivo di Gilberto. L’esperienza lo aveva portato, negli anni, a gestire anche altri locali ad Aviano, i più importanti all’epoca del “boom degli
americani”, sempre con Carlotta: Black & White, Aviano Inn, Western House e San Giorgio. Una vita, la sua, accompagnata dalla passione per la boxe: era stato, infatti, presidente della Pugilistica Pordenonese dal ’94 al ’95, uno sport che aveva sempre seguito con passione, fino al tragico epilogo.

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