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La rivolta dell’hinterland: il capoluogo ci penalizza

Tre Comuni scrivono alla Regione: non siamo periferia e con la città non si dialoga con pari dignità

Chiedono pari dignità e non vogliono perdere la loro autonomia nei confronti del capoluogo perché non si sentono «una periferia di Udine». Per questo motivo i comuni di Pradamano, Pavia e Remanzacco hanno scritto alla Regione chiedendo di modificare il Piano territoriale regionale (Ptr) che sui temi urbanistici ipotizza la creazione di un nuovo soggetto composto, per quanto riguarda il conurbamento friulano, da Udine, Pagnacco, Campoformido, Pasian di Prato, Martignacco, Pagnacco, Tavagnacco, Reana, Povoletto, Remanzacco, Pradamano, Pavia e Pozzuolo.

Altri municipi potrebbero seguire presto il loro esempio e cavalcare la rivolta. L’idea di sedersi attorno a un tavolo con Udine, infatti, non piace a diversi sindaci. Perché – spiegano – «i tempi per ottenere una concessione edilizia a Udine sono inaccettabili: qualche anno – precisa il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi – contro i 30 giorni dei piccoli comuni». Ma alla base della richiesta di non condividere con Udine le scelte urbanistiche ci sono anche «difficoltà di dialogo». Le stesse che hanno portato la maggioranza dei comuni dell’hinterland a non aderire all’Aster (Ambito di sviluppo territoriale) con Udine scegliendo, a seconda dei casi, quello del Cividalese o quello di Udine nord. Pradamano, Pavia di Udine e Remanzacco hanno deciso di legarsi a Buttrio, Cividale, Corno di Rosazzo, Manzano, Moimacco, Premariacco e San Giovanni al Natisone. Pasian di Prato, Pagnacco, Martignacco, Povoletto e Reana hanno invece scelto di unirsi a Tricesimo, Cassacco e Tarcento.

Per affrontare le questioni urbanistiche la Regione ha però deciso “d’ufficio” quali comuni inserire nel conurbamento urbano. Ma i piccoli comuni, come detto, non ci stanno: «La nostra scelta l’abbiamo già fatta quando sono stati costituiti gli Aster – dice il sindaco di Pavia di Udine, Mauro Di Bert –, abbiamo deciso di stare con Cividale per mantenere la nostra identità e perché con quei comuni lavoriamo bene e in sintonia». Pitassi e il sindaco di Remanzacco, Dario Angeli, assicurano che non si è trattato di una scelta motivata dal colore politico di appartenenza e c’è da credergli dato che entrambi sono in orbita al centrosinistra, colore dell’amministrazione Cecotti. Anche il sindaco di Pasian di Prato, Lorenzo Tosolini e Edi Collaone vicini rispettivamente al centrodestra e al centro dicono che nella scelta di non aderire all’Aster di Udine la politica non c’entra. «Dialogare con un comune più grande è difficile – commentano – soprattutto se manca la disponibilità di quest’ultimo a garantire a tutti pari dignità».

Secondo Tosolini inoltre «la Regione ignora volutamente la Provincia nel tentativo di svuotarla di significato e rischia di creare inutili doppioni». Di tutt’altro avviso il sindaco di Campoformido Andrea Zuliani che spiega: «Troppe opere sovracomunali latitano perché la Provincia è troppo grande e non riesce a seguire i singoli
progetti, ben vengano quindi gli Aster e nuovi soggetti che aiutino a risolvere i problemi. Poi sta anche agli amministratori saper sfruttare le opportunità. Da questo punto di vista l’Aster non è stato un esperimento riuscito e mi domando che problemi in comune abbiano Pasian di Prato e Reana».

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