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A CASTIONS DI STRADA

Operaio muore schiacciato
da un nastro trasportatore

Stava andando a dare il cambio a un collega alla draga nel centro del laghetto e stava percorrendo il corridoio

di sicurezza che affianca i nastri per il trasporto della ghiaia che raggiungono il centro della cava. A un tratto, però, Enzo Barone, 40 anni, di Terzo d’Aquileia, è finito sul nastro trasportatore, risucchiato verso la tramoggia che fa cadere la ghiaia sul nastro successivo, morendo all’istante
CASTIONS DI STRADA. Stava andando a dare il cambio a un collega alla draga al centro del laghetto, aveva perciò cominciato a percorrere il corridoio di sicurezza che affianca i nastri per il trasporto della ghiaia che raggiungono il centro della cava. A un tratto però Enzo Barone, 40 anni, di Terzo d’Aquileia, è finito proprio sul nastro trasportatore, risucchiato verso il recipiente che fa cadere la ghiaia nel nastro successivo, morendo all’istante. Era un operaio molto esperto.

L’incidente mortale sul lavoro, l’ennesimo, è accaduto ieri mattina intorno alle 9.30 nella cava di casali Tamburlini in via Chiasiellis a Castions di Strada.
Ora toccherà ai carabinieri della stazione di Mortegliano, con il supporto dei tecnici del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria o della Squadra geologica della Regione, competente per il controllo della sicurezza degli impianti estrattivi, cercare di capire che cosa sia successo ieri mattina in quella cava. Intanto il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Udine, Maria Grazia Zaina ha disposto il sequestro del macchinario.

Una cosa certa, finora, è che Enzo Barone, ragusano d’origine, ieri mattina ha trovato una morte atroce; quasi sicuramente si è reso bene conto di quanto gli stava accadendo. L’operaio infatti aveva raggiunto l’inizio del camminamento che porta, al fianco dei nastri trasportatori, alla draga per l’estrazione della ghiaia al centro del laghetto e aveva aperto il cancelletto grazie al quale si accede al camminamento. Al centro del lago il collega che era ai comandi della draga ha allora, come prevede la procedura di sicurezza, disattivato il sistema d’allarme consentendo così a Barone di percorrere il centinaio di metri che porta alla draga.

Subito dopo è accaduta la tragedia che non ha avuto testimoni. L’operaio, per cause in corso di accertamento, è stato risucchiato per i piedi nel nastro trasportatore ed è stato scaraventato all’interno della tramoggia, una specie di grande imbuto che sposta la ghiaia nel successivo nastro. L’uomo è rimasto stritolato all’interno del macchinario. Ha fatto in tempo solo a urlare disperatamente chiedendo aiuto.

Al centro del lago, sulla draga, il collega, non vedendolo arrivare a destinazione, si è insospettito, ha bloccato l’impianto (che può essere disattivato anche da chi percorre il camminamento tramite una serie di pulsanti) ed è corso a vedere cosa fosse accaduto. L’uomo si è trovato dinanzi a una scena straziante. In pochi minuti sono accorsi anche gli operai che lavoravano nella cava e nell’adiacente impianto di trattamento. Qualcuno ha chiamato i soccorsi. Ma è stato inutile l’arrivo dei sanitari del 118 in elicottero.

Poi, assieme ai carabinieri della stazione di Mortegliano e ai titolari dell’Union Beton spa sconvolti per l’accaduto, sono arrivati i Vigili del fuoco di Udine con due squadre e a loro è toccata la laboriosa operazione di recupero della salma, straziata dal macchinario. Solo intorno alle 13.30 il camioncino delle onoranze funebri Gori di Palmanova ha trasportato la salma di Enzo Barone all’ospedale di Udine dove ieri pomeriggio è stato effettuato da parte del medico legale l’esame esterno.

Intanto la notizia della disgrazia si era diffusa tra i dipendenti dell’Union Beton spa, un centinaio, un’impresa dove, nonostante le dimensioni, tutti si conoscono bene.

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