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In duemila per l'addio
a Ignazio Piussi

Alle esequie presenti anche i “Ragni di Lecco”
e alpinisti friulani e del Cadore

CHIUSAFORTE. Il “ladro di montagne” riposa da ieri nella sua Val Raccolana, tra quelle cime che l’hanno visto crescere ed invecchiare. Il funerale di Ignazio Piussi è stato celebrato nella chiesa di Saletto, a pochi chilometri di distanza da Chiusaforte.

Oltre 2 mila persone hanno voluto rendergli omaggio per l’ultima volta, celebrando uno degli alpinisti più stimati non soltanto per le sue imprese, ma soprattutto per le sue doti umane, semplicità ed umiltà su tutte. Ad attenderlo sul sagrato della chiesa della Beata Visitazione, i componenti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico di Cave del Predil, di cui Piussi aveva fatto parte dal 1954. Sono stati proprio loro, con orgoglio e commozione, a portare il feretro in chiesa, accolto dalle note di “Signore delle cime”.

Una folla emozionata ha seguito la funzione funebre, celebrata da don Michele Molaro. Giovani e meno giovani, alpinisti o semplici appassionati di montagna, rappresentanti del Cai, dell’Ana o del Soccorso alpino della Guardia di Finanza, ieri Saletto ha accolto migliaia di estimatori di Ignazio Piussi, arrivati non soltanto dall’Alto Friuli e da tutta la Regione, ma anche dalla Slovenia e dalla Carinzia, dal Veneto e dalla Lombardia. Presenti anche i “Ragni di Lecco” con il figlio di Riccardo Cassin, i “Ragni” del Cadore e l’assessore del Comune di Pieve di Cadore e rappresentante della Magnifica Comunità del Cadore Maria Giovanna Coletti. Piussi infatti era stato nominato cittadino onorario di Pieve (località che lo accolse dal 1965 al 1976) dopo la sua spedizione antartica. Tra gli amministratori giunti a Saletto, oltre al sindaco di Chiusaforte Luigi Marcon, anche i colleghi di Resia e Tarvisio, Sergio Barbarino e Renato Carlantoni, il deputato Manuela Di Centa e il consigliere regionale Sandro Della Mea.

Questo il ricordo di Piussi fatto nel corso dell’omelia da don Molaro: «Ignazio Piussi è stato un uomo di questa valle, un personaggio originale e unico nel modo di porsi. Una persona di carattere, con un temperamento e un’indole tipiche della gente di questa terra, che faceva fatica a manifestare i propri sentimenti. Un vero e proprio appassionato di montagna, intraprendente e sempre attivo, anzi – ha concluso don Molaro -, come lui amava definirsi, un “selvaggio ed impulsivo”. Ora da Saletto, sarà per sempre ambasciatore della sua gente».

Ignazio Piussi era nato a Pezzeit il 22 aprile 1935, ultimo di dieci figli. Dopo una vita passata tra ascese epiche, sport e duro lavoro, negli ultimi anni era tornato a vivere nella sua Val Raccolana, dove gestiva una baita a Malga Cregnedul, nei pressi di Sella Nevea. Da tempo era stato colpito da una grave malattia, che l’ha sopraffatto mercoledì sera mentre era ricoverato all’Ospedale di Gemona, strappandolo, a soli 73 anni, alla sua valle e ai suoi affetti.

Alessandro Cesare

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