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Due cacciatori in Carnia
si imbattono in un orso

L’avventura sopra Collina di Forni Avoltri

FORNI AVOLTRI. Seguono la traccia di un capriolo e si imbattono, naturalmente a debita distanza, in un magnifio esemplare di orso adulto. Così a Franco Delli Zuani e a Francesco Pessina, cacciatori del Circolo friulano che ieri avevano deciso di effettuare una battuta di selezione non resta che sostituire i fucili alle macchine fotografiche e portare a casa immagini indimenticabili.

Incontro ravvicinato con l’orso nella Valle Degano e ancora una volta lo scenario è il Mont Crostis, verso la frazione di Collina. Potrebbe essere lo stesso animale avvistato alcune settimane fa nella vicina riserva di Rigolato. Una levataccia per molti, non per loro, che con la loro passione sono soliti alzarsi prima del sole, quando gli animali selvatici fanno le loro ultime apparizioni prima di nascondersi nel profondo del bosco, rendendosi praticamente invisibili. Alle 4.30 di ieri erano già in cammino da Collina verso la vetta del monte Crostis per la battuta di caccia. Dopo un’ora di cammino, presso Malga Plums, ecco l’incontro inaspettato con un magnifico esemplare di orso.

«Eravamo – racconta Delli Zotti – nei pressi di un pascolo in alta quota. Ci attendavamo di vedere dei cinghiali, quando con nostro stupore, abbiamo visto una femmina di capriolo attraversare rapidamente la radura. Poco dopo è apparsa, maestosa, la figura di un orso». Un avvistamento a 60-70 metri. L’orso era sulle tracce dell’ungulato. «Probabilmente, visto che le femmine hanno da poco avuto i piccoli- spiegano i due cacciatori – l’orso stava seguendo il capriolo, attirato dall’odore del latte della femmina». L’orso seguiva la femmina per raggiungere i piccoli o la madre depistava l’orso?. Un atteggiamento consueto delle neo madri è quello di fuggire in direzione opposta da dove hanno nascosti i piccoli.

Superata la sorpresa, Delli Zuani è stato il primo a far ricorso ad un’arma più ecologica: la macchina fotografica che aveva nello zaino. «L’orso non si è preoccupato di noi, era dall’altra parte della radura e ben presto è scomparso nel fitto della vegetazione, un bosco di abeti e di ontani, sulle tracce della sua preda». Nonostante la rapidità dell’azione, prima che il plantigrado scomparisse nel bosco, Delli Zotti è riuscito a scattare belle immagini dell’orso. «Una situazione favorevole: avevamo il vento a favore, così l’orso non si è accorto di noi. Ha proseguito, camminando indifferente, nella sua battuta di caccia, sino a che è scomparso».

«Non sono un profondo conoscitore di questo tipo di fauna – confessa Deli Zotti, che una volta rientrato a valle si è recato normalmente al lavoro, turnista presso la cartiera di Tolmezzo –, quindi non sono in grado di dire se era un maschio o una femmina. Ma sono felice che siamo riusciti a documentare, con delle immagini, la presenza, oramai certa, dell’orso nelle vallate della Carnia».

Gino Grillo

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