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Sul Manaslu con Romano Benet e Luca Vuerich

Nives Meroi conquista
l’undicesimo Ottomila

Anche il Manaslu, ottava vetta della Terra con i suoi 8.156 metri, è un Ottomila tarvisiano. Nives Meroi, il marito Romano Benet e la guida alpina Luca Vuerich, sono

riusciti a raggiungere ieri la cima. E l’attesa notizia comunicata via radio da Luca Vuerich a Leila, la sorella di Nives, impegnata al campo base del Manaslu con la ricerca scientifica sull’edema polmonare, ha potuto giungere, quasi contemporaneamente all’impresa, anche i Friuli Venezia Giulia.
TARVISIO. Anche il Manaslu, ottava vetta della Terra con i suoi 8.156 metri, è un Ottomila tarvisiano. Nives Meroi, il marito Romano Benet e la guida alpina Luca Vuerich, sono riusciti a raggiungere ieri la cima. E l’attesa notizia comunicata via radio da Luca Vuerich a Leila, la sorella di Nives, impegnata al campo base del Manaslu con la ricerca scientifica sull’edema polmonare, ha potuto giungere, quasi contemporaneamente all’impresa, anche i Friuli Venezia Giulia. «I tre scalatori, venerdì erano saliti a quasi quota Settemila e da li, alle 2 ora locale – ha comunicato Leila Meroi – sono partiti per superare gli circa 1.200 metri di dislivello che li separavano dalla vetta in circa otto ore e verso le ore 10 locale hanno raggiunto la cima».

Compiuta l’ascensione i tre alpinisti hanno preso a scendere e ieri sera erano al campo base, poco sotto i 5 mila metri, dove sono stati protagonisti della festicciola in loro onore, con tanto di torta preparata dai cuochi nepalesi.

I tre friulani hanno conquistato la montagna percorrendo la via normale, quella tracciata dai componenti della spedizione giapponese di Yuoko Maki che, il 9 maggio del 1956, giunsero per primi sulla vetta. Si tratta di un percorso non particolarmente difficile ma, carico di neve s’è dimostrato molto faticoso lungo l’infinito e tormentato ghiacciaio Manaslu. Ma proprio per questo, i ben allenati friulani hanno anticipato tutti e sono stati i primi, di tutte le spedizioni presenti, a salire in vetta. Nives Meroi è, dunque riuscita a allungare a 11 la collezione personale degli Ottomila, eguagliando così il record dell’austriaca Gerlinde Kaltenbrunner, ma in corsa c’è anche la basca Edurne Pasaban che in questi giorni sta pure tentando (probabilmente già oggi sul Manaslu in quanto gli spagnoli hanno posto il campo a 7.500 metri) di arrivare a quota undici.

Nel programma di Nives Meroi e Romano Benet, visto che sul Manaslu si sono proprio bruciati i tempi, ora potrebbe esserci l’Annapurma, il dodicesimo Ottomila, ma la decisione in merito non è stata ancora presa. Luca Vuerich, messi i piedi sulla cima del suo quinto Ottomila, invece, ha in programma di compiere l’intero giro attorno al Manaslu. Sul Manaslu, ricordiamo, sono impegnati anche i due giovani alpinisti udinesi Diego Andreatta, alla sua prima esperienza himalayana, e Fabio Baron che viene da una esperienza maturata sulle Ande in Sud America. Entrambi dovrebbero provare a raggiungere la cima nei prossimi giorni.

«Siamo tutti felici, soprattutto per Nives che ritornava in Himalaya dopo l’infortuno patito sul Makalu – ha fatto sapere al padre Luciano, Luca Vuerich –. Oltre all’abbondante neve – ha spiegato - faceva anche molto freddo, ma non abbiamo dovuto superare problematiche pesanti». Sul Manaslu, ricordiamo, avrebbe voluto cimentarsi anche Luciano Vuerich, 66 anni, che ritornava da quelle parti dopo oltre vent’anni, ma un’infezione intestinale che l’ha colpito durante la marcia di avvicinamento al campo base, ha dovuto desistere dal proposito di andare sulla montagna assieme al figlio e lunedì scorso è ritornato a casa. Il suo rammarico: «Peccato. Non so se sarei riuscito a fare la cima, ma qualche campo con Luca l’avrei fatto volentieri. Tutta colpa dell’acqua che ho imprudentemente bevuto, ma sono cose che possono succedere».

Nives Meroi, ritorniamo all’impresa, ha dunque superati a pieni voti l’esame Manaslu e l’esperienza della frattura di una gamba riportata scendendo dal
Makalu lo scorso mese di febbraio è ormai dimenticata. Perciò, giornata da incorniciare quella di ieri anche per gli sponsor della spedizione tarvisiana, Montura, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Wolf Sauris e l’agenzia “Il Nodo Infinito” e Grivel.

Giancarlo Martina

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