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L’avvocato: ecco perché non è stato il ragazzo

Delitto di Manzano:
lo stub non è risolutivo

Se il “guanto di paraffina” effettuato sulle mani del figlio sedicenne di Paolo Calligaris dovesse risultare positivo, una spiegazione c’è. Ed è anche

molto semplice. L’avvocato udinese Massimo Cescutti, che si occupa della difesa del ragazzo, l’ha messa per iscritto in una memoria già presentata agli inquirenti che sono al lavoro per scoprire chi martedì 11 novembre ha assassinato la trentaseienne Tatiana Tulissi, convivente di Paolo Calligaris.
di Anna Rosso

UDINE.
Se il “guanto di paraffina” effettuato sulle mani del figlio sedicenne di Paolo Calligaris dovesse risultare positivo, una spiegazione c’è. Ed è anche molto semplice. L’avvocato udinese Massimo Cescutti, che si occupa della difesa del ragazzo, l’ha messa per iscritto in una memoria. Il documento, di una pagina, è già stato presentato agli inquirenti che sono al lavoro per scoprire chi martedì 11 novembre ha assassinato la trentaseienne Tatiana Tulissi, convivente di Paolo Calligaris.

«Due giorni prima dell’omicidio – chiarisce il legale – il giovane stava andando in giro con il suo quad, una moto con quattro ruote, per le strade vicino a casa. È stato allora che ha perso la marmitta del suo motociclo. È tornato dopo un po’ a prenderla in compagnia della nonna. Certo, ha usato un paio di guanti, perchè ancora scottava. Ma poi l’ha toccata anche a mani nude, per capire che quale parte si era rotta. Per questo motivo, come tutte le persone che sono a contatto con motori o apparecchi elettrici, potrebbe avere ancora sulla pelle qualche residuo. Solo una pulizia accuratissima, che magari i giovani non eseguono tutti quanti i giorni come noi adulti, permette infatti di eliminare le piccolissime particelle di metallo che possono essere sprigionate da queste attrezzature».

Insomma, la difesa del giovane Calligaris ha inteso giocare d’anticipo, in modo che eventuali spiegazioni, rese a posteriori, non appaiano poi inadeguate. «Ho voluto scrivere questa memoria – racconta ancora l’avvocato Cescutti – perchè al ragazzo non era mai stato chiesto esplicitamente se avesse toccato qualcosa di strano e perchè l’esperienza mi ha insegnato molto. una volta, infatti, difendevo un elettricista accusato di aver preso parte a una sparatoria. L’uomo, poi risultato del tutto estraneo ai fatti, era risultato positivo allo stub proprio per il lavoro che faceva, sempre a contatto con parti metalliche che lasciano residui sulle mani».

Nel frattempo i carabinieri del Nucleo operativo, che continuano a raccogliere numerose testimonianze, stanno valutando nuovi e interessanti spunti d’indagine. Per esempio ieri pomeriggio è stata riascoltata l’ex moglie di Paolo Calligaris, Rita Aucella. Stamattina il comandante, tenente Fabio Pasquariello, incontrerà gli esperti del Reparto investigazioni speciali (Ris) di Parma. Il vertice servirà a fare il punto sulle indagini, in attesa dei risultati degli esami di laboratorio che in questi giorni vengono condotti sugli abiti della vittima, su alcuni mozziconi di sigarette e sulle macchie di sangue.

Domani finiranno sotto i microscopi del Ris anche i reperti con le nuove tracce di sangue trovate domenica vicino al cancello che porta alla rampa per il garage. Infine, com’è noto, gli investigatori, che lavorano sotto il coordinamento del pm Lorenzo Del Giudice, sono ancora in attesa per lo stub, la “prova dello sparo” che già la notte dopo il delitto è stata eseguita su Paolo Calligaris, su suo figlio di sedici anni e naturalmente sulla
vittima.

Ieri alcuni cittadini, raccogliendo l’invito degli stessi carabinieri a segnalare qualsiasi presenza sospetta intorno a ville (anche risalente nel tempo), hanno contattato il 112 riferendo di strani movimenti nella zona di Fagagna e Moruzzo, verso Tricesimo e nel Cividalese.

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