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Contestato l’obbligo di risiedere da 3 anni in regione

I sindaci: no al fondo pro poveri
Discrimina gli immigrati in Fvg

Udine protagonista della bocciatura tra i sindaci del fondo regionale antipovertà, anche se il parere non impedirà alla giunta di procedere, dopo aggiustamenti. È accaduto durante l’assemblea socio-sanitaria

dei primi cittadini a Codroipo e nel successivo consiglio delle autonomie locali a Udine. Al centro delle due discussioni l’articolo che esclude chi non ha almeno 3 anni di residenza che secondo molti, capofila il sindaco di Udine, Furio Honsell (foto), discrimina i cittadini extracomunitari.
UDINE. Udine protagonista della bocciatura tra i sindaci del fondo regionale antipovertà, anche se il parere espresso non impedirà alla giunta di procedere, dopo aggiustamenti. È accaduto ieri durante l’Assemblea socio-sanitaria dei primi cittadini a Codroipo e nel successivo Consiglio delle autonomie locali a Udine. Al centro delle due discussioni, l’articolo 2 del fondo (esclude chi non ha almeno 3 anni di residenza) che secondo molti, capofila il sindaco di Udine, Furio Honsell, pone pesanti discriminazioni nei confronti dei cittadini extracomunitari.

Il regolamento poi ha avuto l’ok dell’Assemblea a Codroipo. Anche se fra mille polemiche e col voto contrario di Honsell, astenuti Boem (Codroipo), Zanolin (Pordenone), Zuliani (Campoformido), Cappuzzo (Sacile) e Paviotti (Cervignano); e solo «per far andare avanti il provvedimento, in attesa di ulteriori azioni regionali», come ha chiarito il presidente dell’assemblea, Vittorino Boem. Ma subito dopo, a Udine, il Consiglio delle autonomie lo ha respinto con 2 voti contrari (posizioni espresse dai comuni di Udine con l’assessore Croattini e di Attimis col sindaco Malduca), 6 astenuti (che per regolamento valgono come un voto negativo) e 6 favorevoli.

Il voto è stato preceduto da accese discussioni su questa misura transitoria della Regione che prevede il trasferimento ai comuni di 6,5 milioni per sostenere le nuove povertà in attesa della formulazione di una nuova legge sul reddito di base. Molte le richieste di modifiche: in primis, il titolo che parla ora di regolamento per la disciplina del ”fondo“; sottolineata anche l’importanza del progetto personalizzato che viene concordato fra l’assistito e il servizio sociale; passa a 7500 euro il valore massimo Isee per accedere al contributo. Sul contestato uso dell’indicatore Isee che, riferendosi all'anno precedente non rispecchierebbe la situazione di un disagio improvviso, è stato previsto che possa intervenire la stessa assemblea dei sindaci dell’ambito, indicando modalità diverse.

Il provvedimento, sottoposto a votazione da parte di sindaci e delegati, a Codroipo ha trovato esito favorevole ma sofferto. Il presidente dell'assemblea Boem ha riconosciuto l’opportunità di usare le risorse, ma ha proposto di emanare un indirizzo che impegni la Regione a superare l’esclusione di chi non risiende da 3 anni; esclusione che «danneggia anche noi sindaci che dobbiamo comunque rispondere ai bisogni espressi». Durissima l’opposizione del sindaco di Udine, Furio Honsell, che ha preannunciato la proposta, ai sindaci del suo ambito, di rifiutare i fondi assegnati «fino a quando non sarà eliminata questa esclusione, derivante da una legge approvata dalla giunta regionale in agosto».

Quasi un’anticipazione dello stop registrato poche ore dopo al Consiglio delle autonomie locali a Udine. In questa sede il voto contrario dell’assessore Croattini (Udine) e del sindaco Malduca (Attimis) sommato alle 6 astensioni (i rappresentanti di Mossa, Pordenone, San Dorligo della Valle, Santa Maria La Longa, Sauris e Tavagnacco) che per regolamento valgono come un no, hanno prevalso sui 6 voti favorevoli (Maniago, Pasiano di Pordenone, Prata di Pordenone, la Provincia di Pordenone, Trieste e Precenicco), facendo mancare il quorum al parere da esprimere. Un provvedimento bocciato come inaccettabile dal sindaco di Attimis, Maurizio Malduca perché «oltre a urtare le coscienze di molti, metterà anche in difficoltà gli uffici sociali».

E Lorenzo Croattini, assessore al comune di Udine, ha parlato di «atteggiamento di stampo neocolonialista: lavori finché serve, poi te ne vai. Semmai - ha aggiunto - bisognerebbe agire con apposite leggi sul flusso migratorio».

L’assessore alla sanità Vladimir Kosic si è difeso ribadendo che «il fondo rappresenta quanto per legge si poteva fare ed è un intervento straordinario e transitorio». E ha però incassato un pieno consenso (13 voti) al regolamento sui criteri di riparto per il sostegno alle famiglie per le adozioni e l’affidamento di ragazzi italiani e stranieri di età inferiore a 12 anni. (m.z. e u.z.)

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