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Da stamane si procede a senso unico alternato

Sauris di nuovo raggiungibile
dopo 5 giorni di isolamento

A tarda notte, con il termometro a -10° e le fotocellule a illuminare la strada, quattro escavatori erano ancora al lavoro per eliminare gli ultimi massi dalla strada provinciale del Lumiei e togliere Sauris

dall’isolamento dopo 5 giorni. Da stamane la strada è percorribile, seppure a senso unico alternato e in alcune fasce orarie: i paesi di Sauris di Sopra e di Sotto, 400 abitanti e circa 600 turisti, di nuovo raggiungibili e i due centri saranno riforniti di gas (ormai agli sgoccioli) e viveri.
di Antonio Simeoli

SAURIS. A tarda notte, con il termometro a meno dieci e le fotocellule a illuminare la strada, quattro escavatori erano ancora al lavoro per togliere gli ultimi massi dalla strada provinciale del Lumiei. Obiettivo: togliere Sauris dall’isolamento dopo 5 giorni. Salvo imprevisti quindi stamattina la provinciale del Lumiei sarà percorribile, seppur a senso unico alternato e in alcune fasce orarie. La lotta contro il tempo, dunque, dovrebbe essere stata vinta e l’emergenza da questa mattina, dovrebbe rientrare con i paesi di Sauris di Sopra e di Sotto, 400 abitanti e circa 600 turisti, di nuovo raggiungibili.

Se tutto filerà liscio i due centri saranno riforniti di gas (che era agli sgoccioli) e viveri. Il prosciuttificio potrà fare arrivare la materia prima e spedire i prodotti finiti. Insomma, l’economia di una valle potrà tirare un sospiro di sollievo dopo i 5 giorni d’ansia per quella frana caduta la Vigilia di Natale.

Comunque sarà una ripresa col freno a mano: la strada infatti, proprio per consentire ai tecnici di ultimare le operazioni di bonifica del versante, dovrebbe essere riaperta, ma i mezzi potranno transitare solo in determinate fasce orarie in corrispondenza del passaggio del pullman della Saf. Eccole: 7-8, 10.30-11, 12-13, 14.30-15, 16-16.30 e dalle 18 alle 7 del giorno dopo.

Non è stato, però, facile mettere in sicurezza il versante e poi liberare la strada perchè, man mano che il lavoro andava avanti, in questi giorni i metri quadrati di terreno da bonificare aumentavano ogni ora di più. Se venerdì l’utilizzo di una dozzina di cariche era servito a far scivolare sulla carreggiata il 70% della roccia instabile, ieri altre sei-sette cariche sono servite a bonificare completamente il versante.

Il primo “botto” ha scosso la valle del Lumiei poco dopo le 11. A questo ne sono seguiti a distanza altri quattro. Intanto dall’elicottero della Protezione civile il direttore Guglielmo Berlasso insieme all’ingegner Fabio Di Bernardo verificavano l’efficacia del tritolo sul versante instabile. Poi intorno a mezzogiorno Berlasso, Di Bernardo, e l’ingegner Gianni Burba, hanno fatto il punto della situazione con il “fuochino” fatto arrivare da Agordo e la decina di operai dell’impresa Sils di Sauris, tutti specializzati proprio nella bonifica dei versanti rocciosi. Con loro i rappresentanti dell’ufficio viabilità della provincia, titolare della strada e pure il comandante della stazione carabinieri di Ampezzo.

Un mini vertice ai piedi della frana dal quale è uscita l’attesa fumata bianca: le cariche avevano fatto il loro dovere e il percorso verso la riapertura della strada la mattina successiva era ormai in discesa, nonostante quei tremila metri cubi di roccia ancora da togliere dalla carreggiata con le ruspe. E così gli operai hanno ripreso a lavorare con ancor maggiore entusiasmo e alcuni degli enormi massi fatti scivolare sulla carreggiata sono stati fatti saltare con l’esplosivo per essere
più facilmente trasportati.

Le pale meccaniche hanno lavorato tutta la notte illuminate dalle fotoelettriche. anche per posizionare i blocchi di cemento a protezione della carerggiata. La strada riaprirà a senso unico alternato e in determinate fasce orare. Quanto basta. Almeno per ora.

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