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Quaranta esuberi anche alle Ferriere Nord

Safilo, altri 620
in cassa integrazione

Anche la Safilo nella morsa della crisi economica mondiale che attanaglia anche la nostra regione. Da lunedì, all’impianto di Martignacco, dove si producono occhiali, scatterà la cassa integrazione a zero ore per un centinaio

di dipendenti. Poi, dal 2 febbraio, il provvedimenti riguarderà 620 lavoratori sui 670 complessivi. Frattanto alle Ferriere Nord di Osoppo la proprietà annuncia 40 esuberi. Il quadro generale non è rassicurante, ma il presidente friulano degli industriali Adriano Luci invita ad avere fiducia.
MARTIGNACCO. Anche la Safilo è nella morsa della crisi economica mondiale che attanaglia anche la nostra regione. Da lunedì, all’impianto di Martignacco, dove si producono occhiali, scatterà la cassa integrazione a zero ore per un centinaio di dipendenti. Poi, dal 2 febbraio, il provvedimenti riguarderà 620 lavoratori, sui 670 complessivi. Il quadro è emerso ieri nel corso di un incontro tra i sindacati e la dirigenza, quando è stato sottoscritto il verbale di cassa integrazione ordinaria.

«La cassa integrazione – riferisce il segretario della Cgil, Roberto Di Lenardo – si è resa necessaria perché c’è stato un crollo del 40 per cento degli ordini».L’ammortizzatore sociale significa, in pratica, una riduzione dello stipendio di circa 300 euro mensili. «I dipendenti – continua Di Lenardo - percepiranno circa 770 euro, contro i mille e cento attuali». Insomma, un significativo ridimensionamento che andrà a incidere sul tenore di vita delle famiglie interessate.

Lo stabilimento di Martignacco è il primo nel quale i lavoratori rimarranno a casa, ma presto la cassa integrazione scatterà anche per gli impianti di Santa Maria di Sala e di Longarone.
Per il momento, invece, la produzione continuerà a Precenicco, anche se proprio per fare chiarezza sulla situazione dello stabilimento della bassa i sindacati hanno chiesto un nuovo incontro alla dirigenza, che dovrebbe svolgersi il 26 gennaio.

Venerdì intanto le Rsu aziendali esporranno ai lavoratori le modalità della cassa integrazione. «Potrà essere una cassa integrazione a zero ore a rotazione. Il primo reparto coinvolto – spiega il sindacalista - è quello tecnico, poi con il 2 febbraio potrà coinvolgere fino a un massimo di 610 persone. Ora aspettiamo di parlare con i lavoratori».

Tuttavia, la cattiva notizia non è giunta come un fulmine a ciel sereno: a Martignacco i sentori della cassa integrazione c’erano già da un po’. «Avevamo notato la diminuzione degli ordini – spiega al proposito sempre Di Lenardo – ma non credevamo che il provvedimento potesse essere così massiccio: sono sempre dieci settimane. Negli altri stabilimenti, inoltre, non credo che si aspettassero un ricorso in tempi brevi alla cassa integrazione».

L’attenzione però adesso è già rivolta alla fine di marzo, quando si concluderà la cassa ordinaria. «Vogliamo capire quali sono le prospettive – perché la situazione è decisamente pesante e preoccupante. Oltre le dieci settimane, cosa succederà? Proprio per questo motivo vogliamo incontrare la dirigenza, per capire che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro».

Come dire, insomma, che non c’è pace per
lo stabilimento di occhiali di Martignacco. Fino ad alcune settimane fa, aveva tenuto banco il braccio di ferro tra i vertici e i rappresentanti sindacali per il trasferimento di alcuni dipendenti del settore tecnico di progettazione. Ora la nuova tegola.

Erica Beltrame

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