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La misura riguarda i dipendenti di Moimacco

De Longhi in crisi:
400 in cassa integrazione

La crisi colpisce anche Moimacco e la D.L. Radiators, azienda del gruppo De Longhi, con circa 400 dipendenti. Che dal 5 febbraio saranno in cassa integrazione per due giorni a settimana

e per sei settimane. L’accordo è stato siglato ieri sera nella sede udinese di Confindustria tra i responsabili dell’azienda e i sindacati. Mercoledì 4 febbraio saranno gli esponenti delle organizzazioni sindacali a spiegare ai lavoratori in assemblea la situazione e le modalità dell’intervento.
MOIMACCO. La crisi colpisce anche Moimacco e la D.L. Radiators, azienda del gruppo De Longhi, con circa 400 dipendenti. Che dal 5 febbraio saranno tutti in cassa integrazione, per due giorni a settimana e per sei settimane. L’accordo è stato siglato ieri sera nella sede udinese di Confindustria tra i responsabili dell’azienda e i sindacati.

Mercoledì 4 febbraio saranno gli esponenti delle organizzazioni sindacali a spiegare ai lavoratori, in assemblea, la situazione e le modalità dell’intervento. Alla riunione di ieri hanno preso parte Fabio Peressini, responsabile delle risorse umane del gruppo De Longhi, Mauro Vecchiettini, direttore di produzione dello stabilimento di Moimacco, Sergio Dressig, segretario della Fiom-Cils di Udine, Maurizio Balzarini, segretario Fiom-Cgil di Udine, le Rsu aziendali e un esponente di Confindustria. L’azienda, che realizza radiatori d’acciaio per il riscaldamento domestico, metterà i propri dipendenti in cassa integrazione il giovedì e il venerdì, da giovedì 5 febbraio e fino a metà marzo. Un provvedimento assunto a causa del calo di ordini e della loro mancata conferma da parte di Paesi come Francia e Gran Bretagna.

Nell’accordo, però, è anche previsto che la D.L. Radiators anticipi ai propri lavoratori le quote di cassa integrazione, quelle che dovrebbero essere pagate dall’Inps, conguagliando poi le somme con l’Istituto. La situazione dell’azienda, inoltre, verrà tenuta costantemente monitorata dall’azienda stessa, dalle rsu e dai sindacati per capire gli andamenti del lavoro. Tutti questi aspetti saranno al centro dell’assemblea convocata dalle organizzazioni sindacali il 4 febbraio, organizzazioni che non nascondono la loro preoccupazione.

«Prosegue il momento di sofferenza economico e – afferma Dressig – si sta allargando il fronte della aziende che ricorrono alla cassa integrazione ordinaria. Come avevamo pronosticato, a dicembre la cassa integrazione colpiva le piccole e medie imprese mentre a gennaio si è abbattuta sulle grosse realtà che nei mesi precedenti stavano consumando le ferie residue o avevano deciso per chiusure lunghe di tre quattro o settimane. Oggi ci troviamo di fronte a una realtà in cui anche le grandi aziende fanno ricorso alla cassa integrazione ordinaria e a questo punto ci aspettiamo che le piccole e medie realtà possano passare dalla cassa integrazione ai licenziamenti».

È quest’ultima per la Cisl la paura più grande. «Faremo tutto il possibile perché ciò non accada – prosegue Dressig –, perché sarebbe una disfatta. Questa crisi va affrontata non aspettando, ma agendo sugli investimenti, l’innovazione tecnologica e la ricerca, fabbricando prodotti d’eccellenza e di alta qualità e, quindi, formando anche i lavoratori».

Anna Buttazzoni

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