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È stata avviata la campagna di vaccinazione

Rabbia in Friuli,
scoperti 12 animali infetti

La rabbia silvestre torna dopo a far paura in Friuli.

Nell’arco degli ultimi tre mesi l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle tre Venezie ha diagnosticato una dozzina di casi di animali positivi al virus. Per bloccare la diffusione dell’infezione è in corso una campagna di vaccinazioni che sta coinvolgendo 37 comuni dell’Alto e del Medio Friuli.
di Alessandra Ceschia

UDINE.
La rabbia silvestre torna dopo a far paura in Friuli. Nell’arco degli ultimi tre mesi l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle tre Venezie ha diagnosticato una dozzina di casi di animali positivi al virus. Per bloccare la diffusione dell’infezione è in corso una campagna di vaccinazioni che sta coinvolgendo 37 comuni dell’Alto e del Medio Friuli.L’ultimo caso di rabbia silvestre era stato diagnosticato in una volpe in provincia di Trieste nel dicembre del 1995.

Poi, i costanti interventi di vaccinazione mirati e il controllo sistematico degli animali morsicatori hanno permesso all’Italia di essere riconosciuta dal 1997 indenne da rabbia, nonostante la vicinanza con paesi come l’Austria, la Croazia e la Slovenia, dove la malattia è ancora presente. Ed è proprio in correlazione con la situazione epidemiologica del “Lyssavirus” in territorio sloveno che va inquadrata la reintroduzione del virus fra i comuni di Resia, Resiutta, Moggio, Venzone e Lusevera dove sono stati ritrovati e abbattuti, recentemente, gli animali infetti.

La maggior parte dei casi individuati in Slovenia sono localizzati lungo il confine sud-orientale con la Croazia, tuttavia, il 5 novembre scorso una volpe rabida è stata trovata a Kanal, in prossimità del confine italiano.

L’allarme sul territorio dell’Alto Friuli è scattato ai primi di ottobre a Oseacco, dove un anziano è stato aggredito e morso alla caviglia da una volpe, probabilmente proveniente dalla vicina Slovenia. Mentre veniva attivata nei confronti dell’anziano morsicato la procedura di profilassi post-contagio, gli uffici del servizio veterinario effettuavano l’esame sull’animale, che è stato abbattuto, verificandone la positività al virus. La soglia di attenzione si è ulteriormente innalzata nove giorni dopo quando, a una dozzina di chilometri dal luogo di ritrovamento della prima volpe rabida, ne è stata ritrovata un’altra. Da allora i ritrovamenti di carcasse di animali infetti si sono susseguiti.

Dal primo protocollo d’intesa siglato nell’ottobre scorso fra i responsabili della sanità pubblica e veterinaria con i sindaci di Resia, Resiutta, Chiusaforte, Venzone, Lusevera e Taipana per ridurre il rischio di contagio fra la selvaggina e gli animali domestici si è passati a un’ampia campagna di vaccinazione, avviata dalla Direzione centrale salute e protezione sociale del Friuli Venezia Giulia, che è scattata nei giorni scorsi.

L’operazione, che sarà completata entro la metà di febbraio, comprende la collocazione sul territorio di 35 mila esche contenenti il vaccino da parte del personale del Corpo forestale regionale dello stato, di vigilanza ittico-venatoria e dai cacciatori con la supervisione
dei Servizi veterinari della aziende sanitarie. Un progetto che si estende a 37 comuni della provincia di Udine, disposti principalmente lungo il confine con la Slovenia, si tratta di territori che ricadono nella Aziende per i servizi sanitari numero 3 dell’Alto Friuli e numero 4 del Medio Friuli.

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