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Weissenfels, cig per 155
Alla Ermolli orario ridotto

TARVISIO. È stata avviata ieri la cassa integrazione speciale alle acciaierie Weissenfels di Fusine. Un provvedimento che riguarderà esclusivamente la divisione sollevamento, coinvolgendo, per un anno, 155 lavoratori. Il provvediemnto sarà a zero ore per i lavoratori che svolgono alcune mansioni all’interno della fabbrica, a riduzione di orario giornaliero per quelli impegnati in altre attività.

Per ora, resta esclusa dal provvedimento, la divisione specializzata nella produzione di catene da neve, che conta 40 dipendenti. «Ci incontreremo presto con la proprietà di quest’ultimo settore – ha fatto sapere il segretario Fiom Alto Friuli, Paolo Morocutti, che insieme al collega della Fim Alto Friuli, Ivano Monguzzi, sta seguendo la vicenda da vicino – per discutere delle prospettive future dell’azienda e dei suoi dipendenti, sia in campo occupazionale che produttivo».

Questo perché, da qualche mese, le storiche Acciaierie Weissenfels hanno subìto una ripartizione: da parte la divisione sollevamento, di proprietà dell’imprenditore friulano Tiziano Comelli con la partecipazione di gruppo Lima e di Friulia, dall’altra parte la divisione catene da neve, rimasta nelle mani del gruppo Zanetti.

E finora il ramo che appare più in difficoltà è quello più industriale, legato alla produzione di catene di grosse dimensioni per il sollevamento. Un settore che, oltre alla cassa integrazione, dovrà fare i conti con una diminuzione di personale. Stando all’accordo raggiunto tra la nuova proprietà e le categorie sindacali infatti, ci dovranno essere 27 esuberi, soltanto un parte dei quali potrà usufruire delle agevolazioni previste dal pre-pensionamento. Per cinque persone infatti, tutte piuttosto giovani, sarà avviato un percorso di ricollocazione in altre imprese o attività.

«Non abbiamo ancora toccato il fondo della crisi. Qui in Carnia siamo solo all’inizio, il peggio deve ancora avvenire». Così Nicolino Dario della Cisl di Tolmezzo commenta l’attuale situazione occupazionale nella montagna carnica. «Stiamo vivendo un momento che prevede un utilizzo degli ammortizzatori sociali, la messa in cassa integrazione delle maestranze, ma nessuna risoluzione di posti di lavoro».

Una crisi molto dinamica, tanto che, avverte Dario, la situazione presente oggi potrebbe cambiare sostanzialmente da un giorno all’altro. Una situazione ancora lontana però dall’essere una “crisi drammatica”, anzi, che presenta pure qualche spiraglio positivo. Ad iniziare dalla riapertura del reparto di cellulosa della cartiera del Gruppo Burgo di Tolmezzo che da ieri ha visto riprendere il lavoro della sessantina di operai lasciati a casa nelle scorse settimane. Permane lo stato di crisi del settore cartario, che vorrebbe una riduzione del personale alla stessa Burgo. Un esubero di 16 maestranze che sarà discusso con i sindacati venerdì nella sede
dello stabilimento tolmezzino.

Permane lo stato di cassa integrazione speciale, quella ordinaria è stata consumata all’inizio della ripresa produttiva dello stabilimento un paio di anni fa, alla Ermolli di Moggio Udinese, dove i 180 dipendenti dell’azienda lavorano ad orario ridotto.

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