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Il presidente Adriano Luci interviene sulla vicenda

Assindustria: «Ammortizzatori
credito e responsabilità»

UDINE. «Scelte che tagliano 800 posti di lavoro non possono che preoccupare il mondo dell’impresa. Indicano una situazione estremamente delicata. Coinvolgono famiglie e un’occupazione in prevalenza femminile. Come Assindustria dobbiamo registrare una situazione che tocca un processo irreversibile che risponde a precise anche se dolorose scelte aziendali ala ricerca di nuove strategie». Commenta così il presidente di Assindustria friulana Adriano Luci la crisi Safilo.

Con Safilo però il Friuli sotto certi aspetti sembra ripercorrere vecchie crisi e il ricordo ci riporta alla crisi della De Longhi che risale a qualche anno addietro e che riproponeva il nodo della delocalizzazione. Secondo il presidente di Confindustria, però va sottolineato che il caso De Longhi si risolse in maniera ben diversa con la chiusura dello stabilimento in Carnia per l’impossibilità di un suo rilancio, ma con il potenziamento di Moimacco dove De Longhi ha potuto rilanciare nuovi prodotti.

Con Safilo sembra quindi di assistere a una specie di “fuggi fuggi” di chi è venuto in Friuli quando conveniva e sceglie di abbandonare, come prima soluzione, proprio il Friuli al primo vento di crisi. «Non sarei così severo, la Safilo - spiega Luci - è venuta qui diverso tempo fa e qui ha lavorato bene con la soddisfazione di tutti. Adesso è per così dire “comprensibile” che davanti alla crisi “arretri” dalla cosiddetta periferia dell’impero».

Il presidente di Assindustria friulana invita a riflettere su due fattori che è bene che vengano privilegiati quando di parla di cosa fare e come andare avanti. In primo luogo il fatto che occorre puntare su prodotti con valore aggiunto, perché è ormai chiaro che quelli “maturi” non verranno più fabbricati qui. E’ bene poi legare l’imprenditore al proprio territorio. «Qui - spiega Luci - noi diamo il nome alle nostre aziende e quindi mettiamo la faccia. E’ chiaro che chi viene da fuori ha meno problemi a lasciare il territorio. Comunque ci sono scelte obbligare e irreversibili. Chiarito questo - spiega ancora Luci - Assindustria friulana sulla crisi Safilo è pronta a fare la sua parte. Con i sindacati c’è un patto per la condivisione della situazione».

Assindustria registra che fra gli imprenditori c’è la volontà di reagire e si rivolge agli interlocutori indicando precise priorità. Luci chiede in primo luogo ammortizzatori sociali, quindi credito, progettualità e scelte rapide per traghettare questa crisi che non ha precedenti e che ha preso tutti alla sprovvista. Infine serve senso di responsabilità fra i lavoratori e responsabilità e solidarietà fra chi non è toccato dalla crisi.

Reduce da una missione a New York con 46 giovani imprenditori, Luci è tornato in Friuli più ottimista perché oltre Oceano ci sono spazi di volontà . «Certo - conclude - sarà da rimodellare lo sviluppo, ma per il futuro occorre puntare su manifatturiero, ricerca e innovazione». (c.b.)

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