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Galan: voto sgradevole. E Tondo tace

Sappada al Friuli,
scontro col Veneto

È gelo tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia: si torna a litigare per l’appartenenza

Sappada a Belluno o a Udine. Ieri, un lungo applauso ha salutato l’approvazione, da parte del consiglio provinciale di Udine, di un ordine del giorno per l’ingresso del Comune montano in Friuli. Immediata, è arrivata la stizzita presa di posizione del presidente del Veneto Giancarlo Galan.
TRIESTE. È gelo tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia: si torna a litigare per l’appartenenza Sappada a Belluno o a Udine. Ieri, un lungo applauso ha salutato l’approvazione, da parte del consiglio provinciale di Udine, di un ordine del giorno per l’ingresso del Comune montano in Friuli.

Immediata, è arrivata la stizzita presa di posizione del presidente del Veneto Giancarlo Galan. Con i toni sibillini della diplomazia, Galan ha dettato un comunicato di battaglia, dando per scontato ciò che forse scontato non è. Galan si è detto certo «che il presidente del Friuli Venezia Giulia concordi con me sull’infinita sgradevolezza del voto espresso dal consiglio provinciale di Udine teso a favorire il passaggio del Comune di Sappada al Friuli».

Eppure l’affaire Sappada sembrava chiarito dal voto popolare, che a marzo 2008 aveva detto: il 95% dei cittadini vuole «scappare» nello “speciale” Friuli Venezia Giulia. «Nel momento in cui si sta discutendo sull’attuazione del federalismo fiscale - dice Galan -, che mi attendo diminuisca sensibilmente l’ingiusto e insopportabile divario esistente tra i privilegi delle Regioni a statuto speciale con i sacrifici che debbono sopportare le Regioni a statuto ordinario, a Udine c’è chi pensa di gettare altro sale sulle nostre ferite». L’attacco è forte.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo preferisce il silenzio sulla questione. Possibile un contatto telefonico off records tra i due. Anche se tra i due governatori c’è ancora qualche chiarimento in sospeso. Infatti, a febbraio, a Trieste, per citare l’ultima vicenda nota, Galan aveva spiazzato Tondo bocciando pubblicamente l’idea dell’università del Nordest del presidente friulano.

Le 1.333 anime di Sappada, però, hanno scelto il Friuli Venezia Giulia. La «separazione» durava dal 1852: i sappadini avevano già tentato di tornare al Friuli nel 1966, senza risultato. «Vogliamo tornare al Friuli – spiegavano i promotori del referendum - in primo luogo per ragioni storiche, culturali e affettive. Dal Mille a metà dell’Ottocento Sappada ha sempre fatto parte del Friuli e ancora oggi appartiene all’arcidiocesi di Udine. Ha molti piú legami con la Carnia e con il Friuli Venezia Giulia che con il Veneto».

A difesa della friulanità di Sappada si è subito schierato infatti il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini. «Oltre ad essersi già espressa in favore del passaggio alla nostra regione - ha dichiarato - Sappada possiede caratteristiche comuni ad alcune località del Friuli come Sauris e Timau: anche Sappada fa parte della
stessa minoranza linguistica. Va rilevato - ha continuato Fontanini - come, storicamente, vi siano delle caratteristiche che non possono essere piú ignorate - ha aggiunto Fontanini -. Basti pensare al fatto che Sappada fa capo alla diocesi di Udine».

Beniamino Pagliaro

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