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Fvg, a scuola torna
il certificato medico

TRIESTE. Il Consiglio regionale reintroduce l’obbligo del certificato medico per essere riammessi a scuola dopo cinque giorni di assenza. E i medici insorgono: la norma era stata abolita nel 2005, semplificando e senza creare alcun problema, scrivono i dirigenti delle aziende territoriale in un’email indirizzata all’assessore alla Sanità Vladimir Kosic. Non è certo la prima polemica che vede di fronte medici e assessore.

L’emendamento inserito nella legge sulle liste d’attesa è firmato dai capogruppo Daniele Galasso (Pdl), Danilo Narduzzi (Lega) e Roberto Asquini (Gruppo misto), ma è stato approvato con l’astensione del centrosinistra: il Consiglio, insomma, era unito. L’email di protesta, però, è allo stesso modo un documento ufficiale, firmato dai dirigenti Marina Brana (Ass 1), Francesco Lovaria (Ass 2), Paolo Pischiutti (Ass 3), Giorgio Brianti (Ass 4), Alessandro Cacitti (Ass 5), Emanuela Zamparo (Ass 5). Non una lamentela a mezza voce, insomma, ma parole che tuonano sulla scelta di reintrodurre l’obbligo del certificato medico di riammissione. L’obbligo era stato abolito solo nel 2005, con la legge regionale 21, a seguito di un «duro lavoro di semplificazione di norme inutili». «Da anni nella nostra Regione - scrivono i medici - è attivo un gruppo di professionisti che propone la revisione di pratiche obsolete e inefficaci in materia di salute pubblica». Uno degli esiti del lavoro, spiegano i medici, era stato proprio un documento sulla semplificazione, tra cui il riferimento all’obbligo alla presentazione di certificato medico oltre i cinque giorni di assenza. «La certificazione - continuano - comporta un onere notevole per la famiglia e per il pediatra di libera scelta» e anche da un punto di vista medico, è di «scarsa utilità: le malattie infettive sono spesso contagiose in fase di incubazione ma raramente quando il soggetto è convalescente. La dimostrazione della validità di quanto proposto e attuato nel 2005 sta nel fatto che non si è verificato alcun problema di salute pubblica relativo alla riammissione a scuola senza di esso». La nuova legge, dicono insomma i responsabili della sanità sul territorio, «penalizza il cittadino e il medico senza alcun effetto positivo per la tutela della salute pubblica». La critica non si limita al merito: anche il metodo è sotto accusa. «Siamo spiacenti - scrivono - che un simile atto non abbia visto coinvolti coloro che avevano contribuito alla sua revisione, frustrando tra l’altro il lavoro svolto negli anni». Proprio alla fine, arriva la stoccata su una “creatura” dell’assessore: il famoso Libro Verde sulla Sanità regionale. Sarebbe bello, dicono in sostanza i medici, se oltre ad ascoltare cittadini e manifestare apertura alle «diverse componenti della società» per indirizzare le strategie della sanità pubblica regionale, l’assessore prendesse in qualche considerazione «anche il nostro apporto».

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