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Aveva assunto l’incarico nel 2007

Addio a Lorenzo Cernetig,
prefetto friulano a Udine

Il calvario che per quasi un anno

e mezzo ha visto l’ex prefetto Lorenzo Cernetig ricoverato in un letto d’ospedale in gravissime condizioni è finito. Aveva 65 anni e, dopo una lunga carriera in giro per l’Italia, nel 2007 era finalmente tornato nel suo Friuli proprio per reggere la Prefettura.
di Luana De Francisco

UDINE. Il calvario che per quasi un anno e mezzo ha visto l’ex prefetto Lorenzo Cernetig ricoverato in un letto d’ospedale in gravissime condizioni è finito. Le sofferenze, per lui e per la sua famiglia, sono cessate venerdì, nell’Rsa di Cividale. Aveva 65 anni e, dopo una lunga carriera in giro per l’Italia, nel 2007 era finalmente tornato nel suo Friuli proprio per reggere la Prefettura.

Domani, quelle stesse Valli che lo avevano visto nascere e crescere, nel paesino di Stregna, e nelle quali era infine tornato, ormai da qualche anno, trasferendosi con la moglie Nadia e il figlio Alessandro a Cividale, gli renderanno l’estremo saluto. I funerali saranno celebrati alle 11.30, nel Duomo della città ducale, e la salma sarà poi tumulata nel vicino cimitero del borghetto di Cernetig. Perchè, come amava ripetere lui stesso, «le origini non si dimenticano mai».

Nonostante tutti fossero a conoscenza della grave malattia che aveva colpito l’amico e collega Cernetig (era entrato al “Santa Maria della Misericordia” il 28 novembre 2007 per essere sottoposto a un intervento molto delicato e poi trasferito in Terapia intensiva a seguito di una complicanza post-operatoria), la notizia della sua scomparsa ha destato vasto cordoglio in città e provincia.

Dalla Prefettura, dove dall’aprile del 2008 al posto di Cernetig è arrivato Ivo Salemme, alla Questura e alle altre forze dell’ordine e istituzioni con le quali l’allora rappresentante di Governo aveva avuto modo d’incontrarsi e lavorare, l’impressione è stata quella di perdere un uomo animato da «profondo senso di giustizia e grande dignità», entrambe virtù con le quali, come diceva spesso Cernetig «si può andare dove si vuole». A tratteggiarne la figura sono i suoi stessi familiari, nello spirito della riservatezza e della modestia con cui il marito e padre Lorenzo aveva affrontato la propria esistenza e poi anche gli ultimi mesi di vita, trascorsi in una stanza nell’Rsa di Cividale, dove è infine spirato.

Di prim’ordine la carriera di colui che in molti ricorderanno come il più giovane questore in Italia e che, al suo arrivo alla Prefettura di Udine, il 6 agosto 2007, fu salutato come «l’unico prefetto friulano approdato in provincia negli ultimi trent’anni». Laureato in Giurisprudenza, aveva frequentato tra l’altro l’Accademia della polizia e la Scuola di guerra dell’esercito. Nel suo lungo curriculum, l’incarico di questore a Oristano, Como, Trieste e Venezia e la direzione interregionale della polizia di Stato per Veneto, Friuli Vg e Trentino Alto Adige. E ancora, la sua partecipazione a indagini che fanno parte della storia recente d’Italia, come il sequestro del generale Dozier, l’assalto al campanile di San Marco e gli scontri di piazza in occasione del G8 di Genova, per i quali era stato nominato superispettore.

Tutti successi professionali che, come hanno voluto
ribadire familiari e conoscenti, «non hanno scalfito la semplicità dell’uomo e la sua prontezza a rendersi disponibile con altruismo e partecipazione». Tanto che, se non riusciva a fare abbastanza, «la prendeva come una piccola sconfitta personale».

(Ha collaborato Lucia Aviani)

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